Rassegna storica del Risorgimento

GENOVA
anno <1940>   pagina <265>
immagine non disponibile

VARIETÀ APPUNTI E NOTIZIE
I CONTRO LA REPUBBLICA DI GENOVA fr H
I due sonetti e le rime che qui ri pubblicano, portano la data dell'anno 1746, e bene esprimono ncDa dedica e noi variate dell'armonia e del metro, le speranze riposte dai Piemontesi nel valore del He Carlo Emanuele HI alleato di Maria Teresa nella guerra di successione austrìaca.
Lo sconosciuto poeta* certo torinese, perchè rammenta luoghi, ligure, usanze e perfino il dialetto della capitale subalpina, rifa succintamente, nel primo sonetto, la storia delle invasioni barbariche in Italia; esalta la restaurazione dell'Impero operata da Carlo Magno, l'impresa geniale del Papa San Leone IV contro i Saraceni, la vitto­ria del generale Aezio contro Attila e dì Stiiicone contro Alarico; e conclude auspicando la disfatta dell'esercito gaUispano per le armi sabaude ed austriache.
II secondo sonetto afferma l'ini possibilità
Che Don Filippo resti mai in Italia,
le quartine e le terzine si susseguono con composte movenze; ma i paragoni richiesti all'astronomia, alla cronaca cittadina, alle repubbliche marinare, al famoso giure­consulto di Sassoferrato, alla geografia* alla teologia, alla religione, lungi dal tediare, rendono vario, interessante il breve componimento.
Di maggiore importanza è la Consulta di vari medici (genovese, spagnolo, fran­cese, veneziano, milanese, unghero, inglese, olandese, piemontese), specie d'invettiva politica diretta a ferire la Repubblica di Genova, protetta dai Gallispani. alla anale il poeta predice una prossima fine se non sa liberarsi dalle sue pastoie.
Ognuno dei medici parla un linguaggio intonato al paese che rappresenta, pieno di vivacità, di umorismo e di sottile ironia.
Com'è noto. Carlo Emanuele sconfisse i Francesi e gli Spagnuoli pressò Piacenza
nel 1746, e li cacciò dall'Italia; nello stesso anno Genova provvedeva dà se* alla propria
libertà, seguendo l'esempio d'un eroico fanciullo.
Ui VALENTE
Èssendo nei passati secoli VItalia sempre stala invasa da Nazioni straniere, venne ih ogni tempo liberata da diversi Principi*
Adesso che nel secolo presente fi travagliata dall'esercito gallispano,, spera per mezzo di TERESA. Regina di Ungheria, e dì CAJRIÌOJRÓ di Sardegna, riacquistare la sua primiera tranquillità.
ITALIA CHE J*ARLA
L'Unno, il Goto, il Vandalo ed il Trace VErulo rozzo, il Saracin veloce, L'Ibero, il Gallo, ed il Gorman feroce In vermi tempo mi lasciato in pace.
Invidia fu dot. mio saper sagace. Del mio bel dima, die a ver un non nuoce. Delle delizie mìe, che ad alta voce Tutti cantaro con lingua verace.