Rassegna storica del Risorgimento

GENOVA
anno <1940>   pagina <268>
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Ella die sempre amò qual sua ventura
Venere corteggiar nelle sue mura.
Prese il stolto talento
E volle navigar con alto vento.
Venne, vìdde. la Francia,
E quivi fu che sei gonfiò la pancia.
Con usurpar Valtrui
Con ampi i griffi sui,
Ciò tutto fé*. Che spese?
Ebria portò la speme.
Ma la meschina insieme
Giunta che fu al paese
Infetta si trovò di mal francese.
Solò-' un- poca di bava
Da questo mal la cava.
Sputi Final, Savona
Sputi intero U veleno.
Che racchiude nel seno.
Vomiti Serravalle e ancor Tortona,
E poiché non ha forza, e non ha brio,
Non esca più. dal letto suo natio.
Se altrimenti farà, [certo Ella è ita.
Ve la dona per morta e per spedita.
MEDICO VENEZIANO
Come regger mai puoi a un tal rimedio
Senso rischio funesto, e mortai tedio?
La voce è flebile,
TI cuor manchevole,
Il piede d fievole,
Certo non è fattibile
Anzi stimo impossibile
Voler trarle quel po' che ha di suliva
E poi voler die viva?
Per me direi, se le prescriva ed ordini
Una rigida dieta in tutti i giorni
Sei nieghi il pan, le carni, il rìso, il vino.
TI paese lontano ed il vicino
TJn giorno se le porga un tavolino,
Nell'altro un vomitino,
Tre di dopo il cristero
Se gli apra nelle braccia un cantero.
In questa foggia almeno
Calerà la gonfiezza, e verrà meno.
MEDICO MILANESE
Polche" vacilla, e non ha sale in zucca A curare la gnucca
Mandiamlv d'.-tisqui ai fanghi, ovver di Lucca, Perso è il tempo per lei, fatta è la festa..