Rassegna storica del Risorgimento

QUADRIO MAURIZIO
anno <1940>   pagina <271>
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Maurizio Quadrio in alcune lettere inedite 271
In questo è da rifarsi ad un precedente:
Caduta la Repubblica Romana del 1849, moto interno ed esterno dello Stato Pontificio, Maurizio Quadrio, insieme a Scipione Pistracci e a Gustavo Modena, sovve­nuto di qualche mezzo dal Mazzini e dal Lamberti, indugiò pericolosamente alcune settimane a Roma, per raccomandare e diffondere tra i fidi elementi, prevalente-mente operai, i programmi di una associazione nazionale segreta a proposito della quale ai sa esistere- un curarlo fra Mazzini ed il nostro.
Crollata la difesa delle armi, per evidente inferiorità di forze, spuntava, da un embrione di volontà implacabile, il pensiero di una nuova azione a prò della quale il fertile humus degli adepti, e qualche fondo segreto, andavano alimentando il fiammante sviluppo.
Può avere un sicuro riferimento a tale stato di intenzioni la lettera, indirizzata dal Mazzini alla madre ai primi del luglio 1849 subito dopo la caduta del Governo repubblicano nella quale si dice: Il meglio è questo: che apriate quél fondo che sopra­vanza a Roma ai mule franchi presi a Ginevra, ma per più ragioni, invece di aprirlo a nome mio, lo farete all'ordine di Maurizio Quadrio. Non temete nulla, è come se lo apriste per me.
In effetti, alle forze della vigilante reazione oppanevansi, astutamente occultati da prudenti mezzi operativi, alcuni nuclei romani che si proponevano ben determinati scopi insurrezionali. Da allora dovevano però trascorrere altri quindici anni perchè il Partito d'Azione scendesse in campo nella città pontificia, con i quadri di numerosi affiliati, con mezzi non scarsi e con la segreta ed astuta meccanica dei collegamenti mazziniani a catena.
D Quadrio, non estraneo a questo ardito individualismo, raccomandava: fede, fede, paziente opera persuasiva, specie fra gli operai per i quali pensiero e azione debbono costituire una forza invincibile.
Su questo terreno si andava {preparando l'anima e l'azione dei romani. Mazzini dirigeva a Roma a persona indicata con la lettera V., che Galeazzo Ugolini identificava in Venturini Filippo, una lettera nella quale erano indicati i nomi dei componenti il Comitato d'Azione nelle persone del dott. Pastorelli, dello Spadafora, Carlo Lizzani e Luigi Parboni, i tre ultimi notoriamente appartenenti a ceti artigiani.
In Roma esiste già un nucleo in contatto con noi e nevato alla nostra fede. Per mettervi in contatto del nucleo del quale parlo, vi recherete dal Barbieri in Via Monte Senato 48 e chiederete di Torquato; 2 dal sig. Angelino al magazzino di carta della fàb­brica Anatrella) via del Corso n. 249 vicino alla Piazza S. Marcello e chiederete di Goffredo; 3 via del Governo Vecchio 72 negozio di merceria e chiederete di Marcello. Per ottenere fede presenterete il segno che accludo. I nomi, come intendete, sono convenzionali; anima del nucleo è Carlo Lizzani, che fu foriere maggiore nella Legione Masi e rientrò nel 63.
ColVTJgolmi concerterete il modo di farmi avere relazioni vostre. M'indicherete poi altri modi se ne troverete. E indispensabile usare per nomi e. cose importanti di una cifra. E sia questa: Prendete la prima strofa del coro di Manzoni: s'ode a destra uno squillo di tromba ete. Segnato Con cifre romano il verso dal quale cavato le lettere: con cifre arabe che frammezzate d'un punto il posto che le lettere occupano nei verso. Quando una leverà non si trova nel verso, corcatela in un altro, segnando il cangiamento. Evitate di contrassegnare colla atessa cifra una lettera che sia contenuta due volte in una parola....
Ma le lettere del Quadrio ohe qui piililuichiumn, posteriori di circa un decennio a questa del Maestro, sono mature d'esperienza e, spoglie di qualsiasi retorica, battono sul solito principio della forza associativa delle classi lavoratrici per i moti politici futuri.