Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA ; REGALDI GIUSEPPE
anno <1940>   pagina <302>
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LIBRI E PERIODICI
RINO LONGTIITANO, Il problema del Risorgimento dall'Unità allo Slato. Roma, Cremo­nese, 1938-XVn, pp. 109. L. 7.
Saggio rapido, qua e là disorganico è riecheggiante in parte noti motivi, ma indubbiamente degno di presentazione, perchè rivela, nell'insieme, acutezza d'indagine e visione dei fatti larga e obiettiva.
L'À. ha soprattutto ben colto, a mio avviso (e qui è il punto più interessante e originale del suo breve lavoro) l'essenza, intima e profonda, dello Stato fascista, il quale sulla negazione di principi e di dottrine che non si confanno allo spirito italiano né alla tradizione italiana, edifica con materiale comune alle correnti rivoluzionarie e democratiche del secolo, ma meglio configurandole nel fattore sociale e nazionale.
Giustamente afferma il Longhitano che il popolo, che al travaglio unitario non aveva preso parte direttamente, lasciato in triste abbandono, sacrificato da quelle stesse minoranze che avevano combattuto in suo nome, rimase spiritualmente assente dal lento processo di coesione che avrebbe dovuto distendersi alle masse e provocarne l'intervento nella soluzione dei problemi fondamentali. Cosi il Risorgimento, sorto pei* opera di pochi ma con esigenze di attuazione popolare e tradizionale maturatesi durante secoli di umanesimo e di pensiero, perdette presto il suo volto e degenerò nell'incontro di altre circostanze che gli si imposero e che alterarono quello che era il suo corso naturale. Il difetto della sua costruzione fu lo stato liberale che. appena all'inizio della sua struttura, cadde involontariamente nell'equivoco storico delle sue forme di governo e apparve, in fondo, come il momento l'aveva determinato, agnostico e razionale. Fondato sul sistema rappresentativo, visse nel Parlamento, abbeverandosi alla pratica accomodante degli altri sistemi democratici di Europa, privo di una coscienza etica e autoritaria, inadatto ad una evoluzione fuori dell'ambito dei partiti e delle classi. nelle quali dominarono, sotto tutela, le forze finanziarie e plutocratiche, normalizzate nella Costituzione. In esso la questione sociale non fu che un riflesso puramente ideo­logico della questione predominante del potere politico. Su tutto il Risorgimento già pesò 21 dubbio che non potesse effettivamente costituirsi uno Stato siffatto, con mezzi e strumenti di governo estranei al popolo e con sovrapposizioni di poteri che indi­cavano la sua inadempienza a regolare la società in mezzo a cui si era formato. E invero non appena nuove forze ed energìe rivoluzionarie affluirono impetuosamente, scoppiate da ogni Iato per sopperire ad un organismo ormai logoro, lo Stato, sotto lo sforzo di un riassetto dei suoi principi e della sua stessa conformazione, rivelò la sua netta incompatibilità con i problemi più urgenti, e uscì dalla crisi vinto e sfinito.
Il Fascismo, sorgendo come opposizione insanabile della concezione demoliberale, risolse la secolare esigenza di uno Stato unitario italiano con propri ordini e istituti che contemplassero tutta la nostra tradizione di civiltà e di costume: ai falsi idoli dell'individualismo e del libertarismo sostituì i principi di una realtà giuridica ed economica rispondenti ni nostri sistemi e alle nostre forme di pensiero, di coltura e di scienza; operò nella struttura della società più che dell'individuo, nello Stato e nell'autorità dei suoi poteri più che nella rappresentanza di questi, e si impose come movimento dall'alto più che dal bosso, accogliendo quanto si attiene alla conquista delle masse, ma facendole rientrarti nella direzione logica e normale del nostro avvia­mento politico, fuori dell'eterna ed eguale dialettica classica: :e internazionalista.
Tale, in breve, il quadro che del dramma angoscioso dello nostra unità nazionale sino al suo sfociare definitivo nella Rivoluzione fascista traccia con linee sobrie, ma nel complesso abbastanza chiare, il Longhitano. Il quale poro, tutto preoccupato di mettere particolarmente in rilievo il significato economico e sociale del nuovo regime.