Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOGRAFIA ; REGALDI GIUSEPPE
anno
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1940
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pagina
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303
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Libri e periodici 303
ha lasciato troppo nell'ombra il fattore etico e religioso dello Stato, che poro rappresenta uno dei punti centrali che il primo risorgimento si era proposto di effettuare e che rimase invece insoluto sino all'avvento di Mussolini per l'incapacità dei capi e per l'avversione crescente ai valori dello spirito. Il concetto di democrazia è un concetto che è intimamente legato, nei profeti del nostro riscatto, a tutta la nostra tradizione morale (la scuola del dovere, diceva il Mazzini, è inseparabile dall'idea sociale siccome questa lo è dall'intelligenza dell'universo), ed è un concetto che deve esser tenuto ben presente per comprendere a pieno l'insufficienza della dottrina liberale, di natura essenzialmente iUuminista, a dare allo Stato una compagine salda e duratura.
Chiaramente delineate sono pure nel volumetto la genesi e lo sviluppo delle varie tendenze di rinnovamento ideale sulle soglie del Novecento; ma neanche un cenno rivolge l'A. agli anticipatori solitari (e non perciò men degni di rispetto), quali un De Mei?, un Turiello, un Silingardi, che ancora nell'Ottocento, in pieno periodo umbertino, invocarono una restaurazione, nello Stato, dello spirito classico e realizzatore a intrawidero la necessità di orientamenti politici verso un ordine nuovo.
Comunque, Io studio del Longhitano, ancorché succinto e incompiuto, porto-ai fine criticostorico del Fascismo un contributo non ispregievole, e merita pertanto benevola attenzione e incoraggiamento sincero.
MARINO CIBAVEGHA
MARIO NANI MOCENIGO, L'Arsenale di Venezia. Roma, Ufficio Storico della Marina, 1938-XVT, in 8, pp. 148. L. 10.
Ottima idea quella dell'Ufficio Storico della R. Marina di ripubblicare, in nitido volume, il saggio ben nutrito del conte Nani Mocenigo sull'Arsenale di Venezia, comparso in appendice al fascicolo dell'aprile del 1927 della Rivista Marittima, Corredato di numerosi dati accuratamente vagliati, condotto con vigile senso ricostruttivo, lucido e preciso, riuscirà esso gradito a tutte le persone colte e amanti delle patrie memorie, non solo a coloro che si occupano in particolare di studi marinari.
Cerchiamo di ricavare dalle appassionate ricerche del Mocenigo le notizie che possono maggiormente interessare i lettori di questa rivista.
Arsenali esistettero in Venezia sin dal secolo VII; ma in verità non erano che semplici cantieri di costruzione scoperti (noti con il nome di Squeri), sorti nelle varie isole che si stavano popolando attorno a quella di Rialto. A questi cantieri, usati soprattutto dai privati, anche il Governo si doveva rivolgere per allestire le flotte di cui abbisognava per le imprese militari che a mano a mano si resero sempre più necessarie per lo sviluppo del traffico marittimo e per assicurare il possesso dei fondachi istituiti in Levante e l'egemonia ndl*Atiatico, affermatasi verso, il Mille con la conquista di Pietro Oracolo II delle coste dell'Istria e della Dalmazia.
Al principio del secolo XII la Repubblica,. essendo impegnata nella seconda guerra di Siria, doveva soddisfare nel contempo a pressanti richieste di navi, fatte dai Crociati per essere 'trasportati in Terra Santa* É allora che, essendo doge Ordelafo Fallier, si riconóbbe le necessità di poter provvedere direttamente alla costruzione delle navi in un cantiere di Stato, che avrebbe dovuto anche disporre delle maestranze e dei materiali vari occorrenti a mantenere in efficienza la flotta. Sorse cosi, nel 1104, l'Arsenale, la cui zona prescelta corrispose come ampiezza a quella parte dell'Arsenale che ancora oggi è indicata con il nome di Arsenale vecchio. Nessun edificio fu allora costruito nel recinto, che però venne circondato da mura, lungo le quali furono erette torri per la vigilanza e per la difesa. L'accesso per via acquea venne munito di un cancello in legno girevole a due battenti per sorvegliare le comunicazioni con l'esterno, e un ponte-levatoio fu sistemato dietro il cancello per mettere in comunicazione le opposte sponde della darsena. Con il progredire del tempo l'Arsenale sì dimostrò assolutamente impari ai bisogni della Marina Veneziana, in corso di continuo