Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOGRAFIA ; REGALDI GIUSEPPE
anno
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1940
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pagina
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305
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Libri e periodici 305
La neutralità assoluta adottata dalla Repubblica dopo la pace di Passorowitz produsse effetti nella marina veneziana; ma fu soprattutto all'inizio del '700 che cominciò il perìcolo più impressionante della sua decadenza, malgrado che nel 1725 venisse stabilito che la Repubblica dovesse avere sempre disponibili 20 vascelli di primo rango e 10 di secondo, e che nel 1755 si stabilisse che il numero fosse mantenuto inalterato. Poco dopo però l'Arsenale cadeva nel più completo abbandono e non si riebbe più sino alla fine della Repubblica. Quando il 2 giugno 1796 il Senato Veneziano decideva di munire a difesa la laguna per resistere ad un eventuale investimento degli esemtifrancesi, non riuscì che ad approntare poche galeotte, uno sbianco e qualche barca cannoniera.
Sotto la dominazione francese l'Arsenale soggiacque a depredazioni e a devastazioni d'ogni specie; languì miseramente quando fu occupato dall'Austria. Assidue cure invece furono rivolte all'Arsenale dai francesi quando riocenparono Venezia nel 1806; vennero allora studiati alcuni progetti grandiosi che rimasero però incompiuti per la impreveduta caduta del Regno Italico. Durante la seconda dominazione austriaca l'Austria prodigò cure specialissime all'Arsenale e portò in breve a compimento la torre di Porta Nuova non finita dai francesi; ma nella terza dominazione (24 agosto 184919 ottobre 1866), sempre piò convinta che si approssimava il giorno in cui avrebbe dovuto lasciare la città, abbandonò l'Arsenale veneziano per interessarsi invece vivamente di Pota coll'intensione di farne l'unica base navale dell'Impero.
Dopo l'annessione di Venezia all'Italia cominciò per l'Arsenale un periodo nuovo; sfòrzi poderosi furono prodigati dallo Stato per adattare lo Stabilimento alla profonda mutazione subita nell'ultimo scorcio del secolo XIX dalle costruzioni navali. Né il governo fascista poteva dimenticare il glorioso strumento di potenza marinara; pur con possibilità finanziarie assai limitate, da qualche anno si fa fronte al deperimento dei fabbricati dell'Arsenale e si provvede gradualmente alla costruzione tecnica ed organica dello Stabilimento, che potrebbe ancora, in un non lontano domani, servire ad accrescere la forza e la gloria dell'Italia imperiale.
MARINO CIRAVEGNA
I. SCHMID UN, Histoire fles Papes de Vépoque coniemporaine. Tome I: La Pepante et les Papes de la Resteuratìon (1 001846). Première partie: Pie VII, le Pape de la Restauration (18001823), trad. de L. MABCUAL revue par L. CRISTIANI. Lyon-Paris, Librairie E. .Vitto, 1938, in 8, pp. XXXV-472.
Se vi è storia, alla quale la personalità del protagonista, con i suoi caratteri intellettuali, morali, psicologici, doni più che un semplice colorito, nella quale essa più a fondo incida sulle cornimi ragioni di sviluppo e sull'azione dei collaboratori, è senza dubbio quella del Pontcficato Romano, ove coll'insindacata sovranità del Capo si congiunge a conferirle valore di assolutezza e di trascendenza il particolare significato religioso del potere. Può, certo, darsi che la brevità del regno, o particolare debolezza 0; negligenza dell'ufficio, o violenti casi perturbatori della normale vita dell'organismo ecclesiastico, abbiano dato, talora, maggior rilievo, nella storia pontificale, alla opera di eminenti dignitari, o alle anonime turbe*dei fedeli: ma, nei frangenti di una persecuzione, la preminenza papale riassurge, col suo carico di responsabilità eterne e temporali, onde i più minuti casi della persona del papa, e le linee stesse della sua fisionomia di nomo assumono importanza decisiva negli orientamenti della Chiesa nel tempestoso mare delle vicende politiche. Quindi, la necessità tante volte intesa, e più vivamente raffermata dalla storiografia del secolo passato e del nostro, di fax centro per la storia delia Chiesa Romana nella persona stessa del suo pontefice.
A questa necessità di metodo, oltre che alla quasi favolosa ricchezza documentaria, e alla deliberata compressione dello spirito apologetico e polemico, si devono il recente successo dell'opera del Pestar, e il desiderio oggi sentii dai suoi collaboratori e dai lettori di una sua continuazione sino all'età a noi più vicina. Non sono ancora spenti