Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA ; REGALDI GIUSEPPE
anno <1940>   pagina <307>
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Libri e periodici 307
massima virtù dell'uomo, per la civile eguaglianza, per Ut regolare libertà, per quella unione insomma d'amore e di tranquillità che fa la sussistenza e l'onore della democrazia. Forse per la durevole felicità degli altri governi basterà una virtù comune, ma nella democrazia studiatevi di essere della massima possibile virtù e sarete i veri democratici. Questo non è scrivere da fanatico del berretto frigio: ma come non riconoscere in quella virtù il postulato fondamento del regime repubblicano della dottrina di Montesquieu che tien luogo, per la repubblica, dell'onore monarchico? Virtù... che fa... V onore della democrazia, anzi massima virtù dell'uomo'i Del resto, il nome di repubblica non era, nell'orecchio italiano, nome misterioso o esecrato: repubbliche, a modo loro, vivevano ancora da noi nel fatale 1796, né la dottrina italiana poneva alcuna necessaria coinci­denza tra ortodossia cattolica e legittimità monarchica. Da siffatto punto di vista, il futuro papa non doveva trovare incredibile, né pericoloso accordarsi colla nuova demo­crazia, quando questa volesse rientrare nell'orbita del dovere cristiano, e mostrarsi più pronta a rinunciare alle pretese di controllo e d'ingerenza negli affari ecclesiastici, che non la defunta monarchia assoluta. Da questo punto, poteva ben prendere le mosse un criterio di netta indifferenza della S. Sede di fronte alla varietà dei reggimenti poli­tici, che, in condizioni favorevoli, sarebbe riuscito a informare tutta l'azione moderna del papato. Del resto, il concetto della religione puntello del trono, che fu bandito nella più gretta età della reazione, non nacque a Roma, ma vi giunse, non sempre gra­dito, dalla pubblicistica oltremontana: concetto, in fondo, offensivo per la dignità della Fede, ridotta, nello stile del peggior machiavellismo, a strumento servile e inconsape­vole di finalità affatto mondane. E se, nella fiera lotta che i pontefici posteriori dovet­tero ingaggiare con il costituzionalismo libertario per trattenere i popoli dello Stato Tornano che, attraverso quell'ideologia, tendevano più propriamente a distruggere, in un modo o nell'altro, il dominio temporale ancora creduto necessario all'autonomia spirituale della S. Sede, quel criterio fu tradito, è pur giustizia, come già opinò il V crcesi, restituirne la paternità al pruno papa del secolo. Il quale, pure, non trovò facile appli­carlo sempre e dovunque: che, come principio, urtava il tradizionalismo della Curia, rinvigorito ed esacerbato dall'esperienza di tre lustri di usurpazioni, di offese, di vio­lenze. Onde, finalmente, si acconciò, incapace, per conto suo, di trovare una via di mezzo tra i bisogni della restaurazione e le ragioni di un passato ancor troppo recente, a lasciare le redini della politica al Consalvi, restio agli spiriti della reazione, più che per sentimento, per un felice istinto del limite e della convenienza, ma, nello stesso tempo, sospettosissimo dell'invadenza austriaca, e, per questo, pronto a prevenire le iniziative del Metternic.li. per non essere, troppo tardi, costretto a secondarle. D'altro canto, la sola potestà rivoluzionaria con la quale Pio si accordò fu il Consolato; e, come più tardi, nella nomina dei vescovi nelle repubbliche dell'America latina, fu guidato dal desiderio di ripristinare la gerarchia ecclesiastica, sola garanzia della con­tinuità della disciplina cristiana di vita. Cioè* da un motivo eminentemente religioso, che, nelle relazioni con le potenze, non implicava realmente alcun riconosciménto della loro legittimità, e, se mai, lasciava, secondo l'antico stile della Curia, impregiudicata la quistione di diritto. Il che, in fine, conduceva a un positivo svincolamento della potestà ecclesiastica dai legami che l'avevano, per sècoli, tenuta avvinta all'impac­ciente groviglio del vecchio mondo feudale, e accennava, modestamente, all'unica possibile separazione, dal potere Statale, che si attuerà nel tempo nostro, escludendo ogni altra postulazione 'piti larga e più astratta messa innanzi nel travaglio della rinascita religiosa moderna.
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II piano, in cui si.muove lo Scbmidlin, non coincide se non parzialmente con quello
jj/ìl quale siamo andati facendo le precedenti considerazioni. Per Ini, Pio VII è, in fin
dei conti, il papa della Restaurazione Alla rivoluzione è riconosciuta, come dicevamo,