Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO AMEDEO II RE DI SARDEGNA ; FINANZA
anno <1940>   pagina <339>
immagine non disponibile

M FONTI MEMORIE
NOTE SULLA POLITICA DEGLI AMMASSI GRANARI I DI VITTORIO AMEDEO II v,
I. Introduzione II. I problemi dell'ammirasirazione annonaria durante il secondo perìodo di guerra del Ducato Sabaudo. Nuove preoccupazioni del Sovrano per risolvere vecchi problemi annonari. Un primo progetto del Conte Palma per un magazzino pubblico di grani 111, Nuovi studi su gli immagazzinamenti ordinali da Vittorio Amedeo. L'opera del Vicario di Torino e le deliberazioni dei congressi del 1 e 15 giugno del 1729 IV. Primi giudizi contrari del Congresso. Si varano due progetti a cura del Vicario di Torino. Le considerazioni contenute nel primo progetto V. Le considerazioni contenute nel secondo progetto e sua immediata approvazione del Sovrano. Le ragioni che ne impedirono l'attuazione.
I.
In ima nostra precedente memorial' ci siamo soffermati su un esperimento di società per gli ammassi granari attuato da Vittorio Amedeo II nel 1695, in occasione di una preoccupante carestia. Esperi­mento che venne poi rinnovato da Vittorio Emanuele I nel 1816. È durante Tesarne di questi documenti, raccolti negli archivi torinesi, che la ricerca ci condusse a leggere e giudicare di altre riforme del grande Sovrano sabaudo nel campo della politica degli approvvigio­namenti, ed in particolare degli ammassi.
E noto come la politica annonaria del Duca fosse, almeno fino alla pace di Utrecht, governata dalle esigenze, uno al 1696, della durissima guerra contro la Francia, in seguito, dal 1701 (e particolarmente dal 29 settembre 1703 dal momento in cui il Duca di Venderne disarmò le truppe piemontesi) al 1713, dalla dolorosa e complicata guerra di suo cessione spagnola che aveva coinvolto quasi tutte le nazioni europee.
Allorquando Vittorio Amedeo potè, con i nuovi possessi del Monferrato, di Alessandria, di Valenza, della Lomellina, della Valsesia e con i nuovi diritti sui feudi delle Langhe e del Vigevanasco abban­donati però cinque anni appresso in seguito al trattato di Londra accudire alle feconde opere di pace, con l'onore per la sua Gasa del titolo regio, il Piemonte iniziò una provvida azione nel campo amministrativo ed economico.
1) pubblicata nella Rivista di politica economica, febbraio 1940-XVTIT.