Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO AMEDEO II RE DI SARDEGNA ; FINANZA
anno
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1940
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pagina
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341
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Nòte sulla politica degli ammassi granari ecc. 341
ampio respiro al commercio annonario. Ma si stringono i freni all'approssimarsi del nuovo perìodo di guerra, mentre dal 1714 al 1730, tornata la pace e migliorate le condizioni dell'agricoltura, ci si accosta ai principi di quegli studiosi che avrebbero desiderato, onde sostenere i prezzi e il lavoro degli agricoltori, una maggior libertà di commercio.
Scarseggiano quindi durante questo tempo gli editti di qualche importanza sul commercio del grano; non mancano però negli archivi torinesi i documenti comprovanti come Vittorio Amedeo mirasse a sod* disfare con nuovi programmi e le esigenze dei consumatori e quelle dei produttori terrieri, i cui interessi non erano sempre in armonia con quelli della Università dei Panattieri, i quali esercitavano troppo spesso un vero monopolistico arbitrio nella determinazione dei prezzi del grano e quindi del pane. Dei centocinque panettieri esistenti in quel tempo a Torino, pia della metà mancavano di capitali e comperavano a credito a danno e del pubblico e degli agricoltori. I quali ultimi, di conseguenza, non ricevevano mai, in pagamento dei loro grani, il valore stabilito nella comune specialmente qualora avessero richiesto l'immediata liquidazione. Lo conferma una prima diligente memoria dei Conte Palma, stilata fin dal 1719. *) Gli abusi commessi dai panettieri, osserva il relatore, vertono principalmente sul fatto che essi con cabale e raggiri d'ogni sorta agiscono in modo che le comuni che si fanno sui prezzi delle granaglie dipendono dalla loro volontà. Essi non cercano che il loro puro interesse, influiscono sui prezzi d'acquisto presso i produttori, deprimendoli, mentre aumentano poi i prezzi del pane a loro . volontà, destreggiandosi su la qualità del grano che viene portata al mercato e sostenendo la loro falsa ragione anche con termini improprii.
.'Se poi prevedono ribassi nei prezzi speculano ai danni dell'agricoltore. Spesso caparrano li grani, altre volte, anche se il prezzo ne sarebbe diminuito per buon raccolto, ne sostengono il prezzo onde sostenere la tassa, la quale resta cosi all'arbitrio del panettiere.
Consiglia perciò il conte Palma di abolire l'Università incriminata, togliendo i vincoli alla fabbricazione del pane e proponendo un progetto per la costituzione di un magazzino sempre provvisto di centomila sacchi di grano, essendosi constatato che il consumo annuo del grano in Torino si aggirava attorno ai sessantamila sacchi. .
l) Archivio di Stato di Torino, Sez. 1, Mat. Ec Annona. Mazzo I di addizione Memoria formata dal Conte Palma sititi abusi che ai commettono da Panatali neli'ac-compra de* grani, fabbrica e vendita del pane, e progetto per toglierli ecc., cfr. pure Archivio di Stato cit. Relazione sui documenti riguardanti l'annona frnmentaria, ecc. ecc..