Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO AMEDEO II RE DI SARDEGNA ; FINANZA
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1940
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pagina
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347
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Note stilla politica degli ammassi granari, ecc. 347
de1 grani forestieri ed in ogni altro emergente di quest'azienda qua! non deve mai avere altro riflesso che quello del ben pubblico per procurare l'abbondanza delle granaglie né mercati della città.1)
Presentati al Sovrano i due definitivi progetti, Vittorio Amedeo approvò il secondo, ordinando che si provvedesse subito alla sua attuazione. Con lettera del 16 giugno 1729 2) inviò disposizioni, ordinando che v enissero prescelti a intendenti del magazzino il Controllore Generale nonché il Contadore Generale prò tempore. Stabiliva che si nominasse un Recivitore nella persona dell'ex Primo Segretario dell'Ufficio della Finanza, le cui scelte stanno a dimostrare l'importanza attribuita dal Re alla nuova istituzione.
Consigliava inoltre, essendo necessario un fondo non disprezzabile di 800.000 lire da doversi provvedere dalla città con denaro proprio o da prendersi a prestito, di esaminare con l'aiuto del conte Ceveris reddito e spese della città per vedere se vi sii strada per supplire al capitale necessario per il Magazzino Generale senza prendere a prestito, e in tal occasione si vedrà pure il risparmio di spese che potrà far la città.3)
Fu stabilito inoltre che la, colonna frumentaria doveva essere formata esclusivamente con grani acquistati da proprietari piemontesi situati in regioni diverse, al fine di permettere a tutte le regioni del Piemonte di vendere con sicurezza e a prezzi non soggetti a monopolio di domanda, una discreta quantità dei loro grani.
Se questo era il progetto vagheggiato dal Re, buono nei fini cui mirava, anche se nascondeva ricordi medioevali per quanto riguardava la protezione dell'economia cittadina indipendentemente dagli interessi del contado e delle città minori,4) tuttavia l'esito non fu corrispondente al fine. Il progetto infatti non trovò applicazione né sotto Vittorio Amedeo né sotto il successore. Anzi sembra che abbiano prevalso le correnti contrarie che già avevano boicottato il disegno durante le discussioni, delle quali qui si fa cenno. Ma bisogna altresì por mente ai fatti che a quest'ultimo provvedimento annonario seguirono fino alla morte del grande Sovrano avvenuta il 31 ottobre 1732.
*) Ihi'Jfin,
2) Archivio di Stato di Torino, Scz. I, ecc. cit. Annessa al doc. n. 27.
3) Ibidem.
*) Giova però ricordare che la città di 54.000 abitanti (65.036 compresi i borghi), in cui i panettieri erano 105 rappresentava il nucleo pra importante da difendere' economicamente. Tuttavia non è detto che nelle citta minori non esistessero gli stessi problemi che, vedemmo, preoccupavano la mento dei reggitori della cosa pubblica.
Per la popolazione di Torino cfr. P. CASTIGMONI, Censimento degli Stati Sardi, di Lombardia, Parma e Modena, voi. I*