Rassegna storica del Risorgimento

MAMIANI TERENZIO
anno <1940>   pagina <355>
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La dottrina politica di Terenzio Mamiani 355
15 aprile 1840; il Mancini rispose pure con dne lettere, confutando alcune idee del nostro esule, il quale replicò con cinque lettere in data 15 luglio 1843. Questa corrispondenza scientifica fu poi pubblicata in un volume intitolato Fondamenti detta filosofia del diritto e singolar­mente del diritto di punire, 9 che tratta delle questioni riguardanti i rapporti1 fra diritto e morale, del fondamento del diritto di punire, e della pena.
Il Mamiani parte dal concetto clic per poter costruire una scienza universale del diritto che poggi su principi assoluti ed immutabili, bisogna mettervi a fondamento il principio morale che domina e si compenetra in tutte le scienze civili. È necessario, dunque, ricorrere alle fonti dell'Etica. Questa è la scienza universale del bene, il quale non è un puro concetto della mente ma ha un'esistenza obbiettiva. 2) Ciò è dimostrato dalla fede di tutto il genere umano in un bene supremo, obbiettivo, universale; la natura, infatti, non può né vuole ingannare, e le credenze umane spontanee, universali, perpetue, inces­santi e di forma identica, dovendo essere attribuite alla natura come fatti operanti da lei nell'uomo, sono testimoni certi del vero. *) L'uni­verso è ordinato alla massima partecipazione al bene, secondo la capa­cità di ogni essere finito; tale complesso di mezzi cospiranti all'adem­pimento del fine morale, il bene assoluto, è l'ordine morale voluto da Dio.
Anche gli esseri intelligenti e imputabili devono concorrere allo adempimento del fine, colPoperare il bene; devono, cioè, conformarsi nelle loro azioni all'ordine universale, e a ciò essi sono spinti dal sentimento del dovere, che sorge quando il loro intelletto comprende che una determinata azione, in quanto conforme all'ordine, è voluta da Dio. Questa volontà costituisce un comando autorevole, perchè proviene dalla potenza, bontà, sapienza suprema; obbligatorio, perchè genera nell'animo quella morale necessità che si chiama, obbligazione o dovere. Di modo che la legge morale, la norma, cioè, secondo la quale le azioni vengono giudicate conformi o difformi' all'ordine, è manife­stazione del volere di Dio, e può essere definita un comando auto­revole ed obbligatorio. *) Questa è la vera, la sola legge poiché,
1) Di questo volume furono fatte parecchie edizioni; una a Firenze nel 1845, un'altra a Napoli nel 1844, altre due a Torino nel 1853 con prefazione del prof. Albini.
2) Perciò, secondo Mamiani, è in errore Kant, il quale ritiene che il sommo bene sia un concetto della nostra mente e la legge morale un comando della nostra ragione; solo Platone si avvicinò molto al vero ponendo il vero fuori del soggetto e facendo consistere la beatitudine nell'unione del soggetto con l'oggetto.
3) Fondamenti delia filosofia del diritta, TV ediz., p. 10. *) Id IV ediz., p. 17i