Rassegna storica del Risorgimento
MAMIANI TERENZIO
anno
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1940
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pagina
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361
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La dottrina politica di Terenzio Marni ani 361
federazione di Stati non una norma sancita da un popolo ed imposta ad un altro, ma il risultato della volontà concorde di tutti.l'
Queste leghe e federazioni di città e di Stati non ai costituiscono a caso, tra popoli qualunque, ma hanno il loro fondamento e il loro germe nella Nazione. Quest'ultima viene concepita dal Mamiani come certo novero di genti per comunanza di sangue, conformità di genio, medesimezza di linguaggio, atte e preordinate alla massima unione sociale .'~*
Ben poche Nazioni conservano tutti i caratteri suaccennati per le perturbazioni in esse arrecate dal caso e dalla violenza degli nomini; ma il progresso perfettivo, al quale è avviato l'universo, e la consapevolezza da parte degli uomini di questa tendenza inducono a seguire nella conformazione delle umane congregazioni l'insegnamento della natura. Anzi il moto nazionale del Risorgimento è, a giudizio del Mamiani, apportatore di civiltà e di progresso, poiché ogni Nazione ha le proprie prerogative ed attitudini e l'impedire di svolgerle, comprimendo l'autonomia dei popoli, significa andar contro la Provvidenza, che ad ogni Nazione concesse di veder meglio che le altre una sembianza del vero, del bene, del bello eterno, e ad ognuna indicò la propria via al raggiungimento della perfezione civile.
Sostanza del principio di nazionalità è la libertà originaria e la ingenita indipendenza di ogni popolo autonomo, cioè
d'ogni moltitudine di famiglie primieramente e di volontà propria congregatesi a vita cornane sotto comune reggimento, e tutelate a rispetto di ogni straniero, dalla universale autorità del diritto di natura.3)
1) L'idea di una unione federativa dei popoli è accennata anche nelle Confessioni d'un metafisico (voi. II, pp. 842-843) nelle quali il Mamiani sostiene che nessuna Nazione da sola può raggiungere un progredito grado di civiltà e che il progresso e il perfezionarsi di parecchie nazioni non sono dovuti all'opera di una di esse, ma devono essere attribuiti all'unità organica delle nazioni. Per quanto, poi, riguarda l'Italia una confederazione di Stati costituiva, secondo lui, l'unico mezzo per ottenere un vero risorgimento della nostra patria; ed alla fusione e all'attuazione di questa idea egli s'adoperò in tutte le maniere. Collaborò a questo-intento al giornale La Lega Italiana che si pubblicava a Genova e sosteneva la necessità di una lega italiana che da parziale ed economica si trasformasse in generale e politica (V. alcuni suoi articoli pubblicati su quel giornale riportati in MAMIANI, Scritti politici, Firenze, 1853, pp. 101,120,145, 206, 221, ecc.). Partecipò al Congresso nazionale per la Conferì erezione Italiana tenuto a Torino il 10 ottobre 1848 (Vedi Scritti politici eh, p. 32?); e, ministro degli esteri nello Stato Pontificio sul finire del 1848, propose la istituzione di una Costituente Italiana, un'assemblea, cioè composta dei rappresentanti di tutti gli Stati italiani, la quule avrebbe dovuto approvare un patto federativo che, pur rispettando L'autonomia dei singoli Stati, assicurasse l'unione e l'indipendenza della Nazione italiana (Vedi Scritti politici cit., p. 392 seg.).
2) Del principio di nazionalità, in Appendice al volume D'un nuovo diritta europeo, p. 398.
a) MAMIANI, Del principio di nazionalità, p. 390.
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