Rassegna storica del Risorgimento

MAMIANI TERENZIO
anno <1940>   pagina <363>
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La dottrina polìtica di Terenzio Mamiani 363
Cosicché per l'essenza dello Stato non è sufficiente Punita materiale del territorio, ma è necessaria anche l'unità morale, per cui lo Stato si deve considerare una persona morale,un individuo perfetto della gran città universale. *)
Per la sua vita lo Stato ha bisogno oltre che dell'intrinseca o interiore autonomia anche dell'autonomia esteriore; esso deve cioè essere libero ed indipendente rispetto a tutti gli altri Stati, i quali non possono imporre a lui la loro volontà, avendo tutti gli organismi politici eguale potere.
I cittadini di uno Stato devono avere un incondizionato amore per la loro patria, ossia
per quella determinata contrada e quella particolare congregazione di nomini cui ciascuno degli abitanti e ciascuno dei congregati Beatesi legato per tutti i doveri, gli istinti, i diritti, le speranze e gli affetti del viver comune.2)
Ognuno deve partecipare al bene, al male, alle gioie, ai dolori della patria, senz'altro scopo ed intento che quello della sua grandezza e prosperità. L'adempimento di questo dovere non è assicurato da una sanzione comminata dalla legge civile, ma è un obbligo cosi vincolante la coscienza che non vi è bisogno di prescrizioni giuridiche.
Istintivamente consideriamo come patria quel luogo in cui siamo nati noi, nacquero e riposano i nostri avi; l'educazione dell'animo e dell'intelletto poi ci spingono ad amare come patria la provincia, lo Stato, la Nazione ai quali appartiene il luogo in cui siamo nati.
A chi tocca esercitare nello Stato la potestà e l'autorità suprema?
Alla discussa questione della sovranità il Mamiani, dedica oltre alcune pagine del Nuovo diritto europeo? anche quattro Discorsi,s* nei quali, esaminate e scartate le teorie maggiormente accreditate sull'argo­mento, espone quella che, a suo parere, merita di essere accolta.
È stato detto (dottrina ormai poco seguita) che i re hanno un potere assoluto per diritto divino; ma bisogna osservare anzitutto che è veramente poco rispettoso sostenere che Dio abbia scelto come impe­ratori Nerone, Caligola, Tamerlano o Attila; inoltre neppure l'incoro­nazione di un re da parte di un'autorità religiosa conferma la sua elezione divina, perchè è ormai da tutti accettato il principio che il potere laico non procede da quello ecclesiastico. Anche ammesso che
') D'un nuovo diritto europeo, p. 14.
2) ., p. 36.
?) Discorsi sulla orìgine* natura e costituzione della sovranità, lotti nell'Accademia di filosofia italica in Genova, pubblicati in Appendice ai Fondamenti della filosofia del diritto, Torino, 1853.