Rassegna storica del Risorgimento
MAMIANI TERENZIO
anno
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1940
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pagina
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365
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Lo dottrina politica di Terenzio Mondani 365
D'altronde il trasferimento della sovranità non può essere avvenuto con un atto tacito, presumibile seppur non sia stato esplicitamente espresso, poiché si possono presumere soltanto gli atti o assolutamente obbligatorio quelli che sono richiesti dalla nostra natura umana; e la rinuncia alla sovranità da parte dei cittadini non è né obbligatoria né conforme all'essenza dell'uomo.
Dunque la sovranità non risiede nei prìncipi perchè ne sono investiti da Dio o perchè il tempo ha trasformato in diritto quello che era un puro fatto, e neppure nel popolo, ma ha la sua sede nella ragione ed è esercitata dagli ottimi e dai sapienti. Non tutti comprendono l'essenza intima del bene civile, il quale non è altro che l'applicazione del bene morale a seconda delle contingenze della vita sociale; solo il sapiente, che ha per natura una superiorità morale, conosce questo bene, lo rivela e guida per l'attuazione di esso. Egli ha, perciò, l'obbligo di comandare per la progressiva perfezione del consorzio sociale ed al popolo incombe il dovere di obbedire, poiché tutti devono cooperare alla maggior realizzazione possibile del bene comune ed universale.
H sapiente governa in obbedienza alla legge morale e i suoi precetti non sono che applicazioni di quest'ultima, cosicché gli uomini non obbediscono ad un altro uomo, ma alla legge morale, l'autorità della quale proviene da Dio.
Questa concezione non ha niente a che vedere (e Mamiani ci tiene a farlo osservare),3' con quella teocratica. * Secondo questa dottrina il sovrano comanda per diritto divino, in quanto è stato scelto ed eletto da Dio; secondo la teoria di Mamiani il sovrano comanda in obbedienza ad un ordine divino, solo perchè egli attua la legge morale, che è un comando di Dio.
La superiorità morale e il diritto d'impero dei sapienti vengono riconosciuti dai cittadini per mezzo dell'elezione, con la quale essi non danno agli eletti alcun mandato né attribuiscono ad essi autorità, ma riconoscono che coloro, per i quali danno il voto, sono stati scelti come sovrani dalla natura. A nessun cittadino può esser negato il diritto di eleggere se per conoscenza immediata, o mediata, cioè per indizi, abbia capacità di giudicare della virtù dei sapienti. Anzi si dovrebbe cercare educando il popolo di avvicinarsi il più possibile al sistema del suffragio
*) Vedi a questo proposito: Discorai cit,,p; SUI e D'un nuovo diritto europeo, p. 61. ) Fondamenti della filosofia del diritto, p. 235. *) Discorsi cit., p. XXXII aog. e D'un nuovo diritto europeo, p. 74. *) Piuttosto questa dottrina si avvicina molto a quella che Platone espone nel Menesseno.