Rassegna storica del Risorgimento
MAMIANI TERENZIO
anno
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1940
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'Eli* Filippini
È necessario abbattete quell'empirismo presuntuoso ed ostinato (che) governa le relazioni internazionali e compiange coloro che logorano rintclletto dietro le vuote ed infruttifere speculazioni ,1J e bisogna costruire nn nuovo sistema di diritto internazionale che tenga conto di quelli che sono i diritti originari e naturali dei popoli e degli Stati
U vecchio giure europeo venne riconosciuto e redatto in norma positiva negli accordi e nelle deliberazioni prese al Congresso di Vienna nel 1815. In questa adunanza l'Inghilterra, la Prussia, l'Austria, la Russia spartirono l'Europa e decisero delle sue sorti favorendo soltanto i loro interessi e fondandosi su principi erronei, che devono essere abbandonati qualora si voglia aderire ad una più equa sistemazione dei rapporti tra gli Stati.
Anzitutto i partecipanti al Congresso ritennero che il potere dei monarchi sia assoluto e perpetuo, in modo che ogni pubblica guarentigia e libertà siano dovute alla generosità del principe, la cui volontà deve incondizionatamente prevalere su quella del popolo. Solo il monarca, quindi, rappresenta Io Stato in confronto delle altre Potenze; egli può stringere accordi e fare patti con queste ultime secondo il suo arbitrio, e la sua deliberazione è legge per tutto il popolo, anche se questo abbia una diversa volontà e non approvi il suo operato* H sovrano in forza del suo potere può chiedere ad altri Stati un aiuto in danaro o in truppe contro i suoi sudditi ribellatisi per ottenere la libertà.
Tali principi non sono accolti dal Mainiani che la sovranità non èpos-seduta, a suo parere, da determinate persone le quali ne possono usare come vogliono, ma risiede nella ragione e nella legge ed è esercitata dagli ottimi per l'attuazione di quest'ultima. Inoltre come può il principe sottomettere i cittadini con la violenza delle armi straniere quando la comunità sociale ha una propria originaria, incoercibile, inviolabile libertà?
H popolo di uno Stato non è un complesso di sudditi ebe obbedisca ciecamente alla volontà del sovrano; è un insieme di persone libere, le quali tutte partecipano, strette in una unità di voleri e di azioni, al fine di compiere il bene dello Stato. I patti, quindi, e gli accordi che il sovrano avrà conchiusi trascurando la diversa ed opposta volontà dei sudditi non dureranno a lungo e l'osservanza ad essi non potrà essere assicurata, perchè i disagi od altra causa presto o tardi provocheranno la ribellione.
Seguaci delle teorie di Grozio e di Vajttel ed incuranti della naturale autonomia dei popoli e degli Stati i rappresentanti delle Potenze intervenute allora a Vienna affermarono che la conquista di
*) "D'un nuovo diritto europea, p. 2.