Rassegna storica del Risorgimento
MAMIANI TERENZIO
anno
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1940
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pagina
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370
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370 Ebe Filippon
deve almeno adoperarsi per impedire quelle altrui, in modo che nessuno Stato possa soverchiare gli altri e sia mantenuto un equilibrio fra essi.
Il Mamiani stima illegittimo qualsiasi intervento a questo scopo e, seguendo l'opinione di Grozio, ritiene che non sia lecito prender ranni per infiacchire ed abbassare uno Stato la cui possanza cresca di giorno in giorno, e la quale lasciata salire troppo in alto possa alle occasioni offenderci e sopraffarci.1* Del resto nessuno impedirebbe che un organismo politico aumentasse da solo le proprie ricchezze, gli armamenti, ecc., senza prendere nulla ad altri anche se per l'accresciuto potere di questo Stato l'equilibrio venisse turbato.
Mezzi leciti, invece, esistono non per mantenere una vera eguaglianza fra le Potenze, che la sproporzione tra esse rimarrà sempre per le differenze naturali esistenti tra i popoli, ma per ottenere una certa sicurezza e difesa degli Stati minori dalla prepotenza dei maggiori. Ed anzitutto le Potenze minori faranno bene ad unirsi tra di loro in leghe, in modo che il potere degli Stati forti diventi meno pericoloso; inoltre dovranno dare incremento alle proprie forze, aumentare la popolazione, la ricchezza, riattivare il commercio, ecc., quanto è più possibile ed in breve tempo. Altri mezzi di difesa consistono nel dichiarare alcune Provincie ed alcuni Stati neutrali, o nel porli sotto il patrocinio dei più forti Governi d'Europa.
Del resto le cause dei subitanei ingran dimenti degli Stati, che possano costituire una minaccia per l'equilibrio europeo, saranno in gran parte eliminate, se il nuovo diritto internazionale terrà conto di alcuni sani principi di giustizia. Bisogna persuadersi: che le conquiste dei popoli civili sono divenute gravose per chi le fa e difficilissime a mantenersi, perchè è passato il tempo in cui si potevano distruggere colla violenza le terre occupate, o ripopolarle con le colonie, o costringere i vinti a confondersi coi vincitori; che i popoli non possono essere oggetto di eredità, né di dote, né di contratto; che le conquiste veramente utili consistono nell'accrescere la propria saggezza, la propria influenza ed autorità. I popoli non sopporteranno più di essere soggetti ad alcuno e vorranno essere indipendenti e riunirsi in una unica nazione.
Ciò, non si nega, porterà un mutamento all'equilibrio europeo; ma saranno cosi eliminate molte cause di litigio e guerra, e, mancando ragione per violare i trattati e gli accordi internazionali, s'accresceranno la fede e l'osservanza di essi, il che costituisce un buon mezzo di difesa e di tutela per gli Stati minori.
') GBOZIO, De iure belli et pacis, L. U, e. I, par. XVII.