Rassegna storica del Risorgimento

MAMIANI TERENZIO
anno <1940>   pagina <371>
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La dottrina politica di Terenzio Mamiani 371
L'intervento non è ammissibile, secondo il Mamiani, neppure nel caso di guerra civile fra cittadini di un medesimo Stato; infatti non è possìbile aiutare, con armi o con denaro, l'una della parti contendenti senza ledere di ambedue i partiti il diritto che l'autonomia della loro patria sia rispettata e la sorte di questa lasciata all'arbitrio dei suoi cittadini. Diverso sarebbe se uno Stato straniero dia aiuto ad un popolo soggetto che si ribelli all'oppressore per redimersi in libertà. In tal caso, mancando tra dominati e dominatori quell'unione di voleri e di intenti che è necessaria per la costituzione di un unico organismo politico, vi sono virtualmente più Stati; cosicché la Potenza che interviene non si intromette nelle questioni interiori di uno Stato, ma aiuta quest'ultima contro i nemici suoi esterni; nel che non si ravvisa niente di illecito ed illegittimo.
Da molti si ritiene che esista un diritto di intervenire qualora nell'interno di uno Stato accadono certi avvenimenti nocivi alla sicu­rezza e alla quiete delle altre Potenze, specialmente di quelle circostanti. Questo danno recato da un ente politico costituisce per gli altri una minaccia ed un'offesa continua che l'intervento armato vuole eliminare.
A questo proposito il Mamiani distingue l'ipotesi tra un pregiudizio d'indole materiale arrecato dagli avvenimenti, che si svolgono nel­l'interno di imo Stato, e tra uno morale. Se uno Stato, mutando forma di governo, procura ad un altro un danno sensibile, rifiuta di soddisfare un debito contratto dai governi anteriori, è giusto che la Potenza danneggiata richieda, magari colle armi, l'adempimento dei patti conchiusi dai governi precedenti. Ma, a rigore, non si tratta in questo caso di intervento, poiché la Potenza interveniente non agisce perchè si mantengano le antecedenti condizioni politiche dell'altro Stato, ma perchè dalle nuove non venga a se stessa detrimento.
1L*mtervento non sarebbe, invece, giustificato se i danni cagionati dalle vicende di imo Stato fossero solo morali. Ogni idea politica o religiosa, ogni ordinamento sociale d'un popolo, anche se attuati solo nell'interno di un organismo politico, hanno un'incoercibile efficacia morale, la quale si estende oltre i confini di esso. 0 si nega l'autonomia interiore e l'indipendenza dello Stato, e si ammette che quelle possano essere limitate dalla volontà di una Potenza straniera; oppure si con­cede che ogni Stato sia libero di professare e mettere in pratica i princìpi e le idee che crede, purché non soverchi, con vie di fatto, i limiti del proprio territorio ed agisca sugli enti politici solo con la forza delle idee. Il timore dell'esempio non deve essere poi eccessivo, giacché o le idee dello Stato vicino sono contrarie'alla verità e alla giustizia, e in tal caso ciò