Rassegna storica del Risorgimento

MAMIANI TERENZIO
anno <1940>   pagina <372>
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372 Ebe Filippon
sarà sufficiente a distogliere chiunque dal seguirle; o sono conformi aJla verità e alla giustizia, e allora l'intervento per soffocarle sarebbe illecito.
Il moderno giure internazionale non riconosce il diritto d'intervento per cause religiose, poiché, se il comportamento di uno Stato nelle questioni religiose ha grande influenza e può facilmente ledere gl'inte­ressi d'altre Potenze, si tratta, d'altronde, di interessi interiori dello spirito, i quali non possono costituire l'oggetto di rapporti giuridici fra i popoli. A questa norma, si dice, fa eccezione l'intervento nello Stato Pontificio, il quale giova alla religione cattolica perchè coopera a mantenere indipendente il regno romano. Il Papa deve avere un governo temporale e assoluto, poiché, se non gli fosse possibile fare ciò che vuole, anche il suo ministero ecclesiastico verrebbe danneggiato, alcuni suoi atti sarebbero impediti, vane rese le sue deliberazioni, falsati i suoi responsi; e ciò porterebbe pregiudizio immenso alla religione cattolica, giacché il Papa non potrà così esercitare tutto il suo potere per condurre i cattolici per le vie della salute e della grazia. Perciò, siccome lo Stato Pontificio e il suo popolo sono parti integranti del mondo cattolico e membri di quell'ente morale che è la Chiesa, i citta­dini del regno romano devono rinunziare alla loro libertà ed autonomia per la prosperità della Chiesa e di tutto il mondo cattolico; essendo equo che si sacrifichi il vantaggio di una parte per il bene del tutto.
Ma questi argomenti non possono essere accolti da un liberale, qual'è il Mamiani, ed egli obbietta che il Papa non solo non dovrebbe avere un governo assoluto, ma non dovrebbe esercitare se non lo spiri­tuale essendo il rappresentante di Cristo in terra; che la potestà temporale è stata la causa della decadenza del Papato, il quale, per essersi dato agli affari terreni e laici, si è allontanato di gran lunga dalla originaria purezza.
Perchè la religione deve subire danno se il Papa non ha intera libertà di azione? La Chiesa non ha forse determinati i suoi dogmi, la sua legge morale? Il voler costringere, inoltre, con le armi la popolazione dello Stato Pontificio a sottostare al dominio del Papa dopo che dalla Restau­razione del 1814 in poi essa si è ribellata a quel governo ben quattro volte (nel 1815, 1831, 1848, 1859) è cosa contraria ad ogni principio di giustizia sociale e ad ogni, rispetto per la libertà dei cittadini e per l'autonomia delle nazioni. Né si può dire che il popolo debba rinunciare alla propria indipendenza politica per il bene della Chiesa; poiché, appartenendo i cittadini dello Stato romano alla Chiesa, cioè ad un Ente spirituale, saranno essi tenuti soltanto a sacrifici spirituali, ossia conformi alla natura del tutto di cui fanno parte, non anche alla privazione della libertà ed indipendenza polii tea.