Rassegna storica del Risorgimento
RIMINI ; MOTI 1831
anno
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1917
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pagina
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344
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344 G. Bottoni
Ma la propaganda subdola del clero, nelle campagne, contro la involuzione, continuava tenace. La voce del la coscrizione forzata prendeva sempre più credito; onde il Gomitato, dirigeva il 13 febbraio * ai buoni e pacifici abitanti della campagna un proclama nel quale, dopo aver ricordati i benefici della libertà conseguita e il modo di conservarla, smentita le misure di coscrizione e di una forzosa carriera militale * prometteva di supplire alla conservazione e difesa interna coi volenterosi della Gloria... impazienti di arruolarsi spontaneamente sotto gli stendardi delia rigenerazione, cioè della Libertà, dell'Unione, dell'Ordine e dell'Onore Italiano .'
Questo, proclama veniva inviato il 14 al vescovo afncnè fosse spiegato dai parrocs' campestri e mons. Zollio, il giorno dopo, inviava ai vicari foranei una terza circolare per tener maggiormente quieta la classe dei coloni.2
D'altra parte, il passaggio continuo dei patriotti che facevano fede dell'entusiasmo rivoluzionario nelle altre città, cui avevano partecipato anche le donne ; a la notizia della resa del forte di S. Leo * e della conseguente liberazione dei prigionieri di Statò,; * facevano
roletno pagar più ol pavolo ohe paga i burohoti ogni setùnana, che quando i va a pescar . Si farà anche questo >, rispose il Belmonte; allora tatti furono presi da tuia gioia indescrivibile, e, colle milizie, si diedero a percorrere la citta tra gli evviva alla liberta e il suono della banda. GTANGI, 7.
1 Proclama del Comitato provvisorio di Governo di Rimini del 13 febbraio, in Jbféhfpig vescovile, it. 1, 2, 3.
a Arcinoto vescovile, 1, 2, 3. V. anche Protocollo cifc., 14 febbraio.
31 volontari forlivesi raccontavano ohe certa Scardi Teresa, alla testa della gioventù armata, il giorno 5, piantava il tricolore sul palazzo del prolegato, mentre le venivano dirotti tre colpi di fucile che ferivano la bandiera. GIANGI t. ?8', -Il giornale cit. Emilia- f. n. 3, 15 febbraio della Board! dice: una di quelle femmine intrepide che il (vessillo) Cacca sventolare il giorno 5 alla testa della gioventù armata . - GIUSEPPE OALLBTTI, nella sua Storia della città di Forlì (manoscritta e inedita, nella Comunale di Porli) nel voi. II, pag. 731, scrive ohe le donne forlivesi salutavano i loro uomini partenti por la guerra cosi : Andate, rintasp-sfate gli sforai dei nostri nemici, il valor vostro non mai venga meno ni cospetto di coloro ohe. combattono contro hi liberta. !La morte non vi sgomenti, ricordatevi chó siete italiani... Ola il Campidoglio vi attendo. Andate. Koi palpiteremo di gioia quando sapremo che su quello avete piantato lo stendardo della liberta >.
* U nuovo comandante di S. lieo, Stellati, mandava arrestato il maggiore pontificio oav. Bavosi, ex comandante della fortezza, a Veruoohio, affinchè di qui venisse inviato a Blminl ; Archìvio comunale di Veruecluo, Titoli 1X-X1.V,
5 II 15 febbraio passavano per Rimiri!, sette detenuti politici provenienti da 8, Leo : uno quasi demonto; due preti, uno siciliano, e 1-altro di Porllmpopoll; il