Rassegna storica del Risorgimento

MAMIANI TERENZIO
anno <1940>   pagina <375>
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La dottrina politica di Terenzio Marnioni 375
internazionale, tutti devono avere il voto; anzi, poiché tutte le Potenze hanno eguali diritti, ognuna potrà porre il veto assoluto, eccetto per quelle deliberazioni per cui si stabilisca di accontentarsi della maggio­ranza dei suffragi. Né si deve credere che sarà impossibile o molto .dif­ficile venire ad un accordo internazionale per il grande numero dei partecipanti al Congresso e per la varietà dei giudizi e degli interessi; poiché la diversità delle opinioni non sarà inflessibile, ma troverà rac­cordo con una lunga e tranquilla discussione; d'altronde il conflitto è certo più. acuto fra pochi e forti contendenti di quello che non sia fra molti che hanno minor interesse e che lottano quindi con minor accanimento. Aumentando inoltre il numero dei disputanti, s'accresce anche il rispetto ai comuni principi di giustizia ed equità, essendo questi sentimenti insiti nella natura degli uomini.
Se i popoli possiedono una insopprimibile libertà originaria, nel nuovo diritto internazionale è necessario che sia tolto il principio d'una qualsiasi dipendenza di uno Stato da un altro e che siano eliminati i tributi, i protettorati, le sovranità d'una Potenza sull'altra.
D nuovo astratto diritto delle genti deve essere costituito di principi razionali e diretti all'attuazione del bene e le condizioni politiche degli Stati, come le positive relazioni tra essi, devono allontanarsi il meno possibile da questo archetipo ideale. Cosicché nelle legislazioni dei diversi governi si verrà formando una certa uniformità delle norme fondamentali (a nessuno sia dato il potere assoluto, vi sia eguaglianza di diritti fra le diverse provincie e moderata partecipazione del popolo alla vita pubblica), uniformità la quale renderà più facili e più sincere le relazioni fra gli Stati e produrrà l'effetto che i congressi internazio­nali e i trattati saranno non l'opera dei soli sovrani, ma l'espressione del pensiero e della volontà delle nazioni.
Fondamentale importanza hanno nel diritto internazionale i trattati, in quanto per mezzo di essi vengono stabiliti i rapporti fra i popoli; dev'essere, quindi, canone del nuovo giure europeo quello dell'osservanza e della fede più assoluta alle convenzioni tra gli Stati. Ma perchè sia mantenuto il rispetto ai patti è necessario che essi, anzitutto, siano improntati a principi di giustizia e di equità; inoltre rappresentino non la volontà del principe, ma quella di tutta la nazione; in terzo luogo siano infranti quando causino una violazione degli .imprescindibili diritti degli uomini e delle genti.
I trattati possono raggrupparsi in due categorie. La prima si fonda sa alcuni caratteri esteriori, l'altra sulla materia che è oggetto delle singole convenzioni.