Rassegna storica del Risorgimento

MAMIANI TERENZIO
anno <1940>   pagina <377>
immagine non disponibile

La dottrina polìtica di Terenzio Mamiani 377
l'altro dedicato agli affari civili e politici ed esercitante un'autorità materiale.
I trattati più importanti ed i più. facilmente ledenti i principi di giustizia sono Quelli di pace. Essi dovrebbero essere privi di qualsiasi accenno ad un concetto di punizione o di rappresaglia. La vittoria, infatti, dev'esser considerata niente altro che una fortuna, poiché tutti i belligeranti hanno cominciato la guerra con la convinzione e l'appa­renza di avere la ragione dal loro canto; se così non fosse stato, ma una della due parti avesse agito con manifesta iniquità, l'Europa avrebbe dovuto, in ogni modo, impedire la guerra.
H trattato di pace non dovrà, inoltre, contenere alcuna violazione dei diritti originari dei popoli; perciò è d'uopo che i territori occupati siano restituiti e vengano liberate quelle provincie delle quali i vinti s'erano impadroniti per mezzo di usurpazione o di trattati ingiusti. Infine i pegni e le garanzie dati per la sicurezza e difesa devono essere tempo­ranei se importino diminuzione all'indipendenza dello Stato o l'impiego di molte forze difensive, o semplicemente se diano origine ad una condizione indecorosa per uno Stato libero.
II diritto internazionale, i cui principi fondamentali abbiamo enun­ciato, era, verso la metà del secolo XDC ben lungi dalla sua positiva attuazione in Europa. Bisogna però secondo il Mamiani riconoscere, e ciò deve essere per tutti motivo di giubilo, che alcuni avvenimenti accaduti in questo periodo costituiscono un buon indizio del progres­sivo perfezionarsi del giure. La Francia s'impegna in una guerra per la purissima gloria della difesa d'Italia; vengono rotti gli accordi personali ed ineguali conchiusi tra l'Austria e i sovrani italiani contro la volontà dei popoli; i principi dell'intervento e del diritto assoluto dei sovrani hanno sempre minor accoglienza e si diffondono sempre più quelli della libertà originaria dei popoli e della nazionalità.
Il ravvicinamento del giure positivo europeo all'archetipo conce­pito dal Mamiani si scorge anche esaminando i lavori del Congresso tenuto a Parigi nel 1856. I partecipanti, infatti, rispettarono l'autono­mia dei popoli, stabilendo che la guerra di Crimea non sarebbe stata l'occasione di conquiste territoriali; e, decidendo che la Turchia non avrebbe potuto avere influenza sugli affari rumeni e che si sarebbe invece tenuto conto del desiderio di questi nel dare un ordinamento alle loro provincie, accettarono il principio ohe la sorte dei popoli non dev'essere risolta senza la manifestazione della loro volontà.
La regola del non intervento e della sostituzione degli interventi pacifici a quelli armati fu tacitamente accolta, poiché non si decise
9