Rassegna storica del Risorgimento

MAMIANI TERENZIO
anno <1940>   pagina <378>
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378 Ebe Fiìippon
alcuna nuova occupazione, ma si parlò piuttosto di togliere quelle esistenti in Italia ed in Francia. Infine fu concessa la possibilità di esprimere il proprio volere nei congressi non solo ai piccoli Stati quali il Piemonte, ma anche a popoli privi di diritti e senza rappresentanza ufficiale.
L'opera del Congresso di Parigi dev'essere continuata, opina il Mamiani, anzi è molto diffuso il desiderio di una generale Assemblea dei rappresentanti degli Stati europei, la quale dia una sistemazione alle cose d'Europa. Questa accresciuta fiducia nelle adunanze politiche, cioè nella libera discussione dei partecipanti e l'aumentato spirito di conci­liazione, nato dal rispetto di tutti verso i principi veraci di giustizia e d'equità, sono segni del progressivo perfezionamento, verso il quale si stanno avviando l'Italia e l'Europa.
Tuttavia non bisogna credere che la riunione dei Congressi inter­nazionali sia il mezzo migliore per attuare un progresso del diritto delle genti.
Un'adunanza di diplomatici non ha la libertà e il potere di statuire norme come potrebbe averli la Camera di uno Stato; ma le sue facoltà sono soggette a limiti. Essa, cioè, può stabilire patti di utilità univer­sale, ma non riguardanti questioni politiche (norme sul commercio, sulla navigazione, ecc.); può sancire principi di giustizia internazionale; può riordinare la parte materiale ed accidentale del diritto positivo delle Nazioni; ma non può recare duraturi mutamenti all'assetto territoriale e politico dei singoli Stati; poiché le massime di giustizia e di equità non persuaderanno mai i più forti partecipanti al Congresso a non usare del loro privilegio. Chi pensasse diversamente richiederebbe agli Stati una abnegazione verso il bene comune che non è possibile pretendere. Perciò il compito del Congresso, per quanto riguarda la siste­mazione territoriale e politica d'Europa, è di confermare con la sua auto­rità i mutamenti avvenuti o prossimi ad avvenire, regolandone la forma o riconoscendo il criterio giuridico, che attribuisce ad essi la legittimità.
V. - RAPPORTI TRA LO STATO E LA CHIESA
Il problema delle relazioni tra Io Stato e la Chiesa, tra il potere dell'autorità civile e quello dell'autorità ecclesiastica, che fu nel Medio­evo e nell'età moderna una delle questioni più agitato nel mondo euro­peo, per la etti risoluzione si combattè a lungo ed acerrimamente con la spada e con la penna, assume una particolare importanza nell'Italia