Rassegna storica del Risorgimento
MAMIANI TERENZIO
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1940
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380 Ebe Filippon
sua maggiore capacità in confronto ai cittadini assume la qualità di educatore, tale sua qualità non deve essere imposta ma accettata spontaneamente.
Anche riguardo alle questioni economiche, alla beneficenza, ecc., l'intromissione dello Stato deve avvenire solo per tutelare la libertà, i diritti, e per mantenere l'integrità dei rapporti giuridici*
Se nel mondo civile moderno è necessario che l'inframmettènza dello Stato sia limitata in ogni campo, ciò è assolutamente indispensabile per quanto concerne la religione. Questa deve essere professata spontaneamente, poiché ha la sua sede nella coscienza, la quale dev'essere libera di credere o no ai dogmi e ai principi religiosi; altrimenti l'adesione ad una fede perderebbe ogni valore qualora fosse stata imposta coercitivamente dallo Stato. Senza pensare che, non potendo quest'ultimo esercitare la propria costrizione sugli atti interiori dello spirito, gli sarebbe possibile agire solo sugli atti con cui la religione si manifesta esteriormente, e, quindi, mai sulla parte intima e sostanziale di essa. Perciò la religione non può più essere, come nell'antico mondo pagano, funzione di Stato, ma ha un carattere assolutamente privato e la libertà di coscienza è un diritto insopprimibile dell'uomo.
Lo Stato dovrà occuparsi di all'ari religiosi solo per dare alla religione e al culto (giacché ogni manifestazione esteriore di essi rientra nel campo del diritto privato) quella tutela che esso ha obbligo di esercitare su qualunque diritto dei cittadini, e per impedire culti e manifestazioni religiose' che nuociano all'organismo sociale o che offendano quelle norme sulle quali si basa il movimento spontaneo delle comunità civili. D'altro canto s'intende come gli aderenti ad una fede non potranno in alcun modo opporsi alle leggi dello Stato, nel quale essi abitano; che se le leggi civili saranno immorali o inique, l'opposizione sarà giustificata non sul fondamento di precetti religiosi, bensì di quelli della legge morale eterna.
I culti saranno tutelati tutti nel medesimo modo, senza distinzioni o privilegi, e gli appartenenti alle diverse fedi avranno gli stessi diritti e gli stessi doveri che incombono a tutti i cittadini. Nessuno Stato dovrà dichiarare ufficiale una determinata religione e gli altri culti tollerati, poiché ciò implicherebbe una inferiorità di coloro che professano questi ultimi.
Ma sebbene lo spirito di libertà si vada sempre più e dovunque diffondendo, negli Stati europei le Chiese cristiane hanno in generale carattere ufficiale, cosicché i rapporti tra Chiesa e Stato sono regolati in modo diverso da quello testé indicato.