Rassegna storica del Risorgimento
MAMIANI TERENZIO
anno
<
1940
>
pagina
<
381
>
La dottrina politica di Terenzio Marnimi 381
In Italia le relazioni tra questi organismi risentono l'influenza non Bolo del fatto che la religione cattolica è considerata come ufficiale, ma anche dell'esistenza nel territorio italiano dello Stato Pontificio.
La Chiesa è la comunione di tutte le anime dei fedeli; è società divina, perfetta, universale, una e indivisibile. È governata da una monarchia temperata; il monarca è il Papa e il corpo legislativo è costituito dai Concili ecumenici. I cardinali e le Congregazioni formano il Consiglio permanente del Papa. La Chiesa ha le proprie leggi consistenti nelle decisioni dei Concili, nelle bolle, nelle costituzioni papali; ha un proprio potere giurisdizionale e propri tribunali. Essa governa su tutto il mondo cattolico per ciò che riguarda le questioni religiose e la cura delle anime.
La Chiesa però non ha solo un'autorità spirituale, ma sin dal tempo di Carlo Magno se non si voglia credere alla donazione di Costantino, ha pure un potere temporale sulla città di Roma e su alcune provincie italiane. Questo principato del Papa non è di origine divina; però, si dice dai suoi difensori, per il bene che esso reca alla Chiesa e per la cooperazione a conseguire i fini di questa, è chiaro che fu voluto e preordinato da Dio. Inoltre (sono sempre i sostenitori del potere temporale che parlano), l'autorità civile è necessaria al Papa per mantenere intera la sua indipendenza spirituale; poiché egli non potrebbe esercitare liberamente il magistero sacerdotale, se politicamente dipendesse da qualchedun altro che minacciasse di continuo la sua libertà.
Lo Stato Pontifìcio (dicono sempre essi) deve fornire l'esempio della meravigliosa unione in una stessa persona dell'autorità religiosa e di quella civile; deve essere l'esempio di un governo, che non ha come fondamento il nocivo naturalismo politico, il quale sostiene la più ampia libertà dei cittadini, ma che cura e dirige gli intimi pensieri e le azioni esterne dei sudditi. Del resto la popolazione di Roma e delle Provincie papali non ha mai avuto idea di sottrarsi al soave dominio del Pontefice; non ne avrebbe d'altra parte neppure il diritto, poiché facendo essa parte della gran famiglia cattolica, ed essendo il potere temporale necessario alla Chiesa, il suo diritto (ammesso che l'abbia) dovrebbe essere sacrificato a quello della totalità dei fedeli.
È chiaro come, per i concetti che informano la costituzione e l'attività della Chiesa, essa si opponga con tutte le sue forze al movimento del sec. XIX, il quale tende verso il conseguimento d'un'ampia libertà di pensiero e di azione. E nocivo favorire lo sviluppo della umana spontaneità; l'uomo, per il peccato originale, è incapace di bene senza la grazia divina, della quale la Chiesa è tramite. Essa detiene il