Rassegna storica del Risorgimento

MAMIANI TERENZIO
anno <1940>   pagina <383>
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La dottrina politica di Terenzio Mamiani 383
per quel che riguarda gli affari morali spirituali: e come si restrin­gono le intromissioni del clero nei negozi civili cosi debbono essere tutelati e difesi i diritti ecclesiastici e limitata l'inframmettenza del principe nelle faccende religiose.
Né il popolo dello Stato Pontifìcio come piccola parte del mondo cattolico ha il dovere di sacrificare la propria libertà per il bene del tutto, giacché, essendo la Chiesa un Ente spirituale, quello sarà tenuto solo a sacrifici spirituali e non alla rinuncia della libertà politica.
Del resto, da quando dopo il 1815 anche i sudditi romani hanno sentito un soffio del nuovo moto di libertà e d'indipendenza, essi hanno dimostrato la loro avversione al governo con continue ribellioni e rivoluzioni. Essi si dolgono del retrivo governo dei preti, di essere esclusi da qualsiasi partecipazione al governo, di essere privati delle franchigie e garenzie costituzionali. Anche il popolo adesso intende che la Chiesa dovrebbe interessarsi soltanto di questioni religióse.
Adunque il potere temporale dei Papi deve scomparire; la Chiesa deve tornare allo stato di semplicità e di purezza originaria; il clero umile, povero, sottomesso, abbandonata ogni ricchezza, deve tralasciare la cura di qualunque affare terreno e mondano e dedicarsi esclusi­vamente alla missione della cura delle anime che da Cristo è stata a lui affidata.
La riforma della Chiesa deve tendere non solo all'abbattimento del governo temporale, ma alla modificazione di altre parti difettose dell'organismo ecclesiastico. Il trionfo della monarchia assoluta del Papa e l'abbandono del sistema elettivo rappresentano un distacco dall'originario spirito di eguaglianza e fratellanza e dal contemperamento delle necessità del tutto con quelle di ciascun individuo : spirito e contemperamento che dovrebbero essere il fondamento del supremo Ente cattolico. E significativo, a questo proposito, che l'elezione dei vescovi avveniva in origine da parte del popolo, poi da parte dei sacerdoti; poi ancora era fatta dai capitoli cattedrali, infine dal Pontefice oppure dai principi che avevano stipulato con quest'ultimo un concordato. Così nei primi secoli del Cristianesimo il Papa era nominato dal clero ed approvato dal popolo, mentre ora è creato per votazione del Collegio dei cardinali costituito da sacerdoti eletti per l'amicizia o la parentela col precedente Papa; sacerdoti i quali non hanno meriti religiosi, ma consigliano il Pontefice cortigianescamente e non mirando al bene della Chiesa; e i quali, poiché appartengono al clero romano o a quello suburbano, non conoscono le condizioni del rimanente mondo cattolico.