Rassegna storica del Risorgimento
MAMIANI TERENZIO
anno
<
1940
>
pagina
<
389
>
La dottrina politica di Terenzio Mainami 389
ma anche a chi esamini oggettivamente le idee di lui, queste non si sottraggono, a nostro parere, al rimprovero di possedere una debolezza ogica.
La Chiesa cattolica si fonda su alcuni principi che, per così dire, la pervadono tutta, sia nei suoi articoli di fede, sia nella sua vita attiva ; il dogma non è staccato dalla morale della Chiesa, il pensiero non è separato dall'azione, poiché l'attività della Chiesa è informata ai suoi principi spirituali e teologici; di questi essa è l'espressione e, per quanto possibile, l'attuazione pratica.
Come si può credere nella divinità e infallibilità della Chiesa e pretendere che, in aderenza al moderno movimento di civiltà, essa ammetta la libertà di coscienza, il che significa concedere di professare una diversa fede ; o ammetta la libertà di stampa, il che vuol dire permettere la pubblicazione di scritti contrari ai suoi dogmi, alle sue massime?
Come può il Marni ani mantenere il principio dell'infallibilità del Pontefice, quando vuole abbattere il potere temporale che, a giudizio di quest'ultimo, è indispensabile per il bene della Chiesa?
Che politicamente questi termini contrastanti possano anche essere conciliati, non si nega; ma la politica è molte volte contemperamento di diverse idee e d'opposti interessi; il filosofo non ha il compito di operare conciliazioni, ma di ricercare, con la logica del ragionamento, il supremo vero.
Non si può dire che il Mamiani sia 6tato né un grande filosofo, né un filosofo originale; per essere tale gli mancò, forse, come giudicò il Gentile,1} il demone interno. Del resto anche i cambiamenti della sua concezione filosofica, nella quale la posteriore fase non è svolgimento della precedente ma si esplica per mezzo di una posizione di pensiero diversa e magari contrastante con quella antecedente, dimostrano che a lui mancò quell'immediata intuizione del proprio sistema quale ha, in generale, il grande filosofo, il quale apporta modificazioni e perfezionamenti alla propria concezione, ma difficilmente ne abbandona una per abbracciarne un'altra totalmente diversa.
.Privo della forza costruttiva del filosofo originale, non ebbe un sistema suo, ma fu piuttosto un rielaboratore, dotato di vigoria dialettica, di altrui dottrine.
Egli inizia la sua attività filosofica aderendo all'empirismo; abbandonato il quale accoglie, in. un secondo tempo, la filosofia del senso
1) GENTILE, op. cit., p. 116.