Rassegna storica del Risorgimento

MAMIANI TERENZIO
anno <1940>   pagina <393>
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La dottrina politica di Terenzio Marni ani 393
ribelli, il trionfo della libertà e dell'eguaglianza, la caduta del potere temporale, il non intervento della Francia.
Anzi, ritiratosi il Governo provvisorio in Ancona per l'avanzarsi degli Austriaci accorrenti in difesa del Papa, egli solo consigliò di continuare la lotta contro i nemici e si oppose alla resa, rifiutando di firmare la capitolazione con la quale le provincie papali venivano dai rivoltosi consegnate al Legato pontificio.l)
Con quello stesso ardente amore per la libertà che gli era costato sedici lunghi anni di esilio, accettò, sul finire del 1848, l'incarico da Pio IX di comporre il ministero costituzionale dello Stato Pontificio; e con immutata fede nel risorgimento d'Italia tenne per pochi mesi il porta­foglio dell'interno, redigendo, tra l'altro, il famoso discorso, che fu tenuto al Parlamento romano il 9 giugno e che gli alienò del tutto l'animo del Pontefice; discorso col quale il Governo incitava i deputati a parteci­pare alla grande opera, che con la concessione della Carta costituzionale da parte di Pio IX era cominciata.
E quando sulla fine di novembre dello stesso 1848, dopo la partenza del Papa per Gaeta, vi fu la minaccia, poi avveratasi, chele correnti demagogiche e repubblicane avessero a Roma il sopravvento, il Mamiani ritenne suo dovere riprendere il posto nel Governo, che egli, malviso al Papa ed ai clericali, aveva dovuto nell'agosto abbandonare. Come ministro degli esteri, cercò allora, con ogni sua forza, di far trionfare le sue idee saggie e moderate su quelle estremiste e dannose degli accesi repubblicani; in tutte le maniere cercò d'impedire che fosse pro­clamata la Repubblica romana e radunata la Costituente romana; ed in ogni modo s'adoperò perchè trionfasse l'idea della Costituente italiana, di un'assemblea cioè composta dei rappresentanti degli Stati italiani, la quale avrebbe, dovuto approvare un patto federativo, che,
1 ) Non voglio tacervi diceva Matniaoi dopo molti anni a questo propo­sito, che quel gittarci la sera a' piedi di un uomo, che la mattina era stato nostro prigione, mi parve un atto indegnissimo, ed io solo del ministri ricusai di sotto­scrivere quella troppo misera risoluzione. (Discorso fatto da Mamiani nel settem­bre 1879 in Ancona. Vedilo in // conte T. Mamiani in Ancona nel settembre 1879, Ancona, 1880).
Che questo suo rifiuto fosse pubblicamente riconosciuto non dispiacque al Mamiani; anzi, avendo il generale Armandi scritto nel suo Ma puri aux ménements tmportants de VItalie centrale, che tatti i membri del Governo provvisorio erano stati d'accordo ncl-J'accettarc la capitolazione, il Mamiani scrisse al Generale una lettera, nella quale gli faceva notare che egli solo s'ero rifiutato di firmare. Ad essa l'Armandi rispose ammettendo onestamente la verità. (Le due lettere sono pubblicate nel Journal de soir del 15 dicembre 1831; vedile in CASINI, La giovinezza e l'esilio di T. Mamiani, e in Scritti politici, p. 341).
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