Rassegna storica del Risorgimento

PARMA E PIACENZA (DUCATO DI) ; MARIA LUIGIA D'ASBURGO DUCHESA D
anno <1940>   pagina <395>
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IL GOVERNO DI MARIA LUIGIA E IL RISORGIMENTO ITALIANO I
Vincenzo Gioberti, nel Rinnovamento civile d'Italia* che bene sì può chiamare il più insigne monumento italiano di sapienza civile, dopo il Principe di Machiavelli, ha dato della politica questa definizione:
La politica è una faccenda sperimentale: volendosi dell'induzione, si può trarre dai fatti presenti o passati la notizia di quelle leggi universali che governano eziandio Pawenire e determinare i caratteri generali delle mutazioni che si preparano. Le leggi della meccanica civile sono così fisse ed invariabili come Quelle della meccanica della materia e nel modo che 1* ingegnere non crea le forze che adopera, ma le piglia dalla natura, similmente lo statista per bilanciare il mondo politico... Negli ordini politici come in quelli dell'etica, il male risiede nel contraddire alla natura.
È una definizione che deve avere lungamente meditata il genio del Duce, se di lui si può dire, come si deve dire, con le parole che il Tommaseo scrìveva al Capponi nel 1846: appartenere egli a quegli ordini di intelligenze superiori all'umana che si servono dei mondi come l'uomo si serve delle sue dita: e con quelli operano nello spazio immenso secondo i disegni di Dio.
Gioberti, che era federalista neo-guelfo ma diventò unitario qui a Parma, nelle ore pomeridiane del 17 maggio 1848, dopo un colloquio con Pietro Giordani, da lui additato ai giovani, insieme con Giacomo Leopardi, quale insigne e raro esempio di forte ed eletta italianità, faceva dipendere cosi la formazione come la salda costituzione dello Stato dal rinnovamento del popolo, come Massimo d'Azeglio, costi* tuendo cosi quel binomio Re e popolo che ha dato a noi l'unità nazionale, come l'ha data alla Germania; più compiuto, dunque, di Machiavelli, che tutto riponeva nella effettiva possanza del Principe; mentre nella intuizione giobertiana del Rinnovamento 6, si può dire, la chiave storica dei nostro Risorgimento. Il quale, quanto al pensiero politico che ne dominò il processo formativo, così com'è espresso nella definizione giobertiana, ha le sue radici nel Rinascimento; perchè in esso si pro­dussero due grandi correnti: la corrente sperimentale e la corrente matematica, rinnovatrici del metodo e dello spirito scientifico e che ebbero due grandi iniziatori in Leonardo da Vinci, con la osserva­zione della natura e in Galileo Galilei che con la applicazione della matematica alla fisica diede tanti esempi mirabili di quello che doveva