Rassegna storica del Risorgimento
PARMA E PIACENZA (DUCATO DI) ; MARIA LUIGIA D'ASBURGO DUCHESA D
anno
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1940
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pagina
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396
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89<5 Raffaele Cognettl de Martiis
diventare il metodo scientifica, Da questo, che è uno degli aspetti caratteristici dell'Umanesimo, derivò la sua reale sostanza l'età del Vico e del Muratori; quel razionalismo illuministico, caratterizzato in Italia dalla insoddisfazione di una vita pubblica depressa e da un bisogno sentito di riforme e da quell'amore della libertà e da quello spirito di italianità che erano prodromi di rivolgimenti sociali e di risorgimento politico; onde i maggiori spiriti e i più vigorosi intelletti si ricongiungevano alle tradizioni della stirpe, col Vico nella storia civile delle nazioni, col Muratori nella storia italiana anche regionale e municipale, esaltando la virtù delle energie individuali. Ma il Muratori, esacerbando quasi il contrapposto fra erudizione storica e pensiero speculativo, accerta scrupolosamente i fatti, controlla rigorosamente le testimonianze, indagandone, con un rigido naturalismo, le relazioni causali; mentre Vico indagava i principi fondamentali del mondo civile nel dinamismo sociale, quanto all'ordinamento delle istituzioni, secondo l'evolversi e l'atteggiarsi delle coscienze; ma rivivendo entrambi il passato col presente con una obbiettiva determinazione, attraverso l'indagine storica, delle leggi della vita civile; pur contrastanti nel metodo, come ebbe a rilevare il Manzoni; ma profondamente affini quanto alla valutazione della conoscenza storica, relativamente alla quale ognuno dei due adempie la sua funzione, rivolta alla ricerca sperimentale della verità, adattandola alle esigenze attuali, all'alacre diffusione della coltura in operante collaborazione degli intelletti e degli animi, per un bisogno sentito di unione per la grandezza della nazione italiana, educando gli spiriti, ravvivando gli impulsi, temperando le volontà coscienti, con una squisita sensazione del giusto mezzo, della concretezza del certo, del senso storico, dell'equilibrio morale; contemperanti l'autorità con una prudente libertà. Contrari entrambi al Cartesianismo e al suo carattere matematizzante, non erano tuttavia contrari al positivismo galileiano, né a un sobrio e cauto sussidio della matematica, quale mezzo dimostrativo nelle scienze morali. Continuatore dei due gloriosi settecentisti è A. Genovesi, educatosi alla scuola del Vico e del Muratori, ispiratosi anch'egli al positivismo galileiano con la sperimentazione delle verità di fatto. E come il Vico con la teoria della dinamica sociale, cosi Antonio Genovesi, nella cattedra istituita per lui all'Università di Napoli, applicò i principi della meccanica, ispirati ai Dialoghi di scienza nuova di Galileo, alla teorica economica del commercio. Fautore della gradualità nelle riforme, coerentemente alle leggi naturali, considerava il corpo social-politico una macchina a ingranaggi molto complessi. Per esprimere