Rassegna storica del Risorgimento
PARMA E PIACENZA (DUCATO DI) ; MARIA LUIGIA D'ASBURGO DUCHESA D
anno
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1940
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pagina
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397
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Il gommo di Maria Luigia e il Risorgimento Italiano 397
tale concezione meccanica del commercio si adattano le parole di Pietro Verri:
Tutto si fa per gradi nella natura: il corpo politico è una macchina le di cui diverse e complicate ruote nò sono percettibili a molti, né olirono impunemente d'essere molte ad un tratto scomposte. Ogni scossa è fatale e dai funesti effetti discoprono poi gli incauti la contiguità che non avevano ravvisato in prima. Vi vuole l'opera di chi perfettamente ne conosca tutta la meccanica per mettervi mano. I progetti più pronti e universali, se più abbagliano, sono altresì più difficili e pericolosi ad eseguirsi, ed è tanto più stabile la felicità di una nazione, quanto più per gradi se ne innalza l'edifìcio.
Non dissimile da questo orientamento mentale era G. D. Roma-gnosi, che associava insieme il senso geometrico e aritmetico come modello dell'umano raziocinio nella valutazione dei fatti reali, quale termine logico mediano, secondo il metodo graduale delle approssimazioni successive, sul fondamento naturale dei fatti. E come Antonio Genovesi aveva già pieno il concetto della nazione italiana, della sua unità e indipendenza in uno Stato monarchico nel quale Sovrano e popolo siano soggetti alla legge; forte, possentemente armato, non turbato da interni dissidi, capace di difendersi dalle insidie esterne, rivolto a provvedere al suo ordinato sviluppo, al benessere dei cittadini, alla potenza e alla prosperità nazionali, così rivive, nel pensiero e nell'opera di G. Domenico Romagnosi, quel progetto di Costituzione, respinto da Giuseppe II d'Austria, che era stato redatto da Pietro Verri, lo spirito più pratico tra gli illuministi. Genovesi considerava vera cagione deU'avvilimento d'Italia l'averla i suoi figli smembrata in tante e sì piccole parti, ch'ella ne aveva perduto il suo proprio nome e l'antico suo vigore, e invocava dai Principi che volessero ridursi in qualche forma di concordia e unità, come di poi Foscolo, ventenne, scriveva nel Monitore:
Questa intemperanza di moltiplicare le repubbliche, manifestando il piano francese, può far conoscere altresì agli italiani che la loro unione è temuta e da questa unione risulterebbe l'acquisto dì un'influenza attiva nel sistema politico: il ritorno di quel In dignità che piangemmo da secoli perduta.
Pietro Verri scorgeva nell'indirizzo paternalistico politico amministrativo di Casa d'Austria, con Carlo VI e Maria Teresa, un progresso in confronto della precedente dominazione spagnuola; nella monarchia assoluta rivolta a combattere i privilegi di classe e ad accentrare in sé tutti i poteri, una leva possente per giungere gradatamente alla monarchia temperata.
Questi spiriti BÌ diffondevano coi periodici, e come i migliori scrittori della rivista II Caffè, fra i quali lo stesso Pietro Verri, fra il 1764 e il 1766 avevano esortato la gioventù lombarda a preferire al letargo