Rassegna storica del Risorgimento
PARMA E PIACENZA (DUCATO DI) ; MARIA LUIGIA D'ASBURGO DUCHESA D
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1940
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398
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398 Raffaele Coeletti de MarlUs
dell'ozio gli utili studi e spiato alle industrie la gente d'affari e i cittadini d'ogni ordine a preferire il tu e il voi al lei*, quale uno dei mezzi mediante i quali v'era da sperare che gli uomini tornassero ad essere una unità: così fra il 1820 e il 1832. gli scrittori de Antologia, sapendo aspettare con prudente pazienza, ma perseverantemente operando, fecondavano nel suolo toscano i germi della grande impresa dell'indipendenza italiana, promuovendo intanto il miglioramento morale ed economico del popolo, 1 armonia dei propositi, la fermezza dei voleri, così da predisporre la risoluzione del problema finale della costituzione unitaria e indipendente.
In questa atmosfera spirituale, fra il 1780 e il 1846, visse la sua vita quegli che ebbe una parte primaria nel Governo di Maria Luigia, Duchessa di Parma: Vincenzo Mistrali, figlio di mi artigiano. Invero, le riforme della seconda metà del secolo XVIII, oltreché dall'influsso della filosofia del tempo, ripetono la loro origine dai bisogni sentiti dai più. illuminati rappresentanti di quella società: onde la essenziale importanza dell'elemento nazionale nel seguire e dirigere la nuova corrente spirituale e concretarla praticamente; e se gli sforzi dei migliori furono rivolti a vantaggio dell'autorità monarchica assoluta, prepararono altresì una coscienza nazionale e con essa quel giobertiano rinnovamento che ebbe còme perno la borghesia.
Il Ducato di Parma si era già segnalato indubbiamente fra gli Stati riformatori, se Carlo Botta potè scrivere, per il periodo anteriore a Maria Luigia: e Certo, città né più colta né più dotta di Parma non era a quei tempi né in Italia né forse anche altrove : né solo per la cultura letteraria, ma altresì per le varie e ardite riforme, pur fra la impreparazione quasi generale del popolo, la mancata continuità di indirizzo nell'opera dei Principi, l'avversione delle classi privilegiate, le difficoltà della finanza pubblica: riforme dovute all'opera del più rappresentativo dei Ministri riformatori, di quell'epoca. Guglielmo du Tiuot, Marchese di Felino; grande uomo di Stato che. come tale, godette la considerazione dei Gabinetti di Napoli, di Francia, di Spagna, di Vienna, svolgendo un'opera, del resto, molto simile a quella degli altri riformatori; e se anche Angelo Pezzana potè dire di lui che troppo vasti furono i suoi concepimenti e che ciò che conviensi a reggimento di ampio reame non può essere agevolmente e rapidamente adattabile a piccolissimo Stato; sta di fatto che, pur non pregiudicando l'equilibrio della gestione finanziària, mutò quasi interamente lo stato morale, politico, economico e letterario ed artistico di questo nostro paese, col nobilissimo intento di svincolarlo dalla dipendenza verso gli altri Stati e di richiamare i sudditi a vita più operosa e a costumi meno