Rassegna storica del Risorgimento

PARMA E PIACENZA (DUCATO DI) ; MARIA LUIGIA D'ASBURGO DUCHESA D
anno <1940>   pagina <400>
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400 Raffaele Cagnotti de Martiis
E doveva essere sincero, se al fratello, da Vienna, scrìveva il 10 luglio: Non no mai avuto tanta sete di patria come ora; mai . E confidava altresì la riconoscenza indelebile che serbava nel cuore verso il regime napoleonico, ch'egli tuttavia non sapeva disgiungere, come uomo di governo, dal ricordo dell'età aurea parmense, se al fratello stesso, e fino dal 21 aprile, da Lione, richiedeva d'urgenza, spedendogli un questionario, notizie riguardanti la pubblica amministrazione negli Stati di Parma e Piacenza sotto il Governo Borbonico, uno alla morte di Don Ferdinando (1802); e poiché il 9 maggio, ricevuto in udienza dall' Imperatore d'Austria, questi gli domandava un trattatello sul 'sistema amministrativo del paese, glie lo consegnava, redatto, il successivo giorno 16 dello stesso mese. Né dimenticava gli amici: per Piacenza caldeggiava la scelta di Giambattista Maggi, vecchio amico suo, del Botta, del Giordani, Deputato al Corpo legislativo per il Dipar­timento della Trebbia e, dopo la caduta napoleonica, Consigliere di Stato nel Ducato:
Io credo che i Parmigiani non potrebbero avere miglior scelta di Maggi : egli lascerebbe fare 0 bene, e vi concorrerebbe anche senza gelosia e senza parzialità
scriveva al fratello il 2 giugno; e il 10 luglio:
Se Linati viene costà prima che io l'abbia veduto, baciatelo con quel foco che bacereste me: che l'amo con una tenerezza quasi fraterna:
era Claudio Linati, quegli che fu uno dei più convinti assertori di un Governo costituzionale nel 1821 e, condannato a morte in contumacia, esule in Francia, nel Belgio, in Inghilterra, nel Messico, si mantenne a contatto con Ciro Menotti nel 1830-31, ma fu fermo sostenitore della necessità di un indirizzo unitario. Una famiglia di patrioti parmigiani, questa dei Linati: Filippo, il nonno, Capo del Governo provvisorio nel 1831 ; Claudio, figlio di lui e l'altro Filippo, nipote da figlio, che propose la Dittatura di Luigi Carlo Farini per Parma e Modena nel 1859.
La vita di quei tre concittadini, di tre diverse generazioni (ha scritto il prof. T. Marchi) parve la lunga vita d'un sol nomo, costantemente, eroicamente devoto alla causa della libertà e della giustizia.
D Governo Provvisorio era stato creato con Editto dei 14 febbraio 1814, la sorte dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla era stata fissata dal Trattato di Fontainebleau dell'Il aprile dello stesso anno 1814; il Maresciallo Conte de Bellegarde, generale in capo dell'Armata austrìaca in Italia, prendeva possesso del Ducato, d'ordine dell'Impe­ratore d'Austria e in nome della figlia di lui; il Conte Giulio di