Rassegna storica del Risorgimento
PARMA E PIACENZA (DUCATO DI) ; MARIA LUIGIA D'ASBURGO DUCHESA D
anno
<
1940
>
pagina
<
403
>
Il governo di Maria Luigia e il Risorgimento Italiano 403
a Corte spirasse aria di sospetto, dopo un'ora grave di governo: Senza di me Parma sarebbe stata repubblica da due mesi . E certo, se non gli riconoscevano la classica virtù del sacrificarsi per il bene del maggior numero e se era forse proclive a cercar prima di tutto il proprio, pure in ciò che gli stava a cuore era pieno d'onore ed era perfettamente sincero quando, per una questione nella quale si sentiva impegnato, parlava di dimissioni e minacciava i potenti d'andarsene.
Si è voluto identificare il personaggio beyliano nel conte Saurau, Governatore generale di Lombardia, poi Cancelliere supremo e Ministro dell'Interno, e, certo, non è facile raccapezzarsi in quel bizzarro e appassionante mosaico che è il capolavoro di Stendhal; ma questi, che ho fedelmente raccolti e composti desumendoli da esso, sono i tratti caratteristici di Vincenzo Mistrali, del quale si può ben dire, col Pindemonte (I Sepolcri, 1808), che egli fu quel servo, che recò la patria in Corte e fu ministro e cittadino a un tempo... . E se l'invidia altrui, le arti di Palazzo, fors'anche il temperamento stesso dell'uomo, non nato ad infingersi, ma generosamente e apertamente entusiasta, non gli permisero di suggellare, con quella impronta che egli voleva, l'opera complessa di governo che aveva sognata, meditata, cantata, essa tuttavia serbò non pochi segni del suo ingegno, della sua dottrina e della fonte cui l'uno e l'altra s'ispirarono.
Quanto alla riforma dei Codici, già predisposta dal Magawly, l'ideale e il proposito del Mistrali erano di dare ai sudditi una legislazione, la quale, fondata sui principi dai quali era uscita, opera insigne, feconda e duratura, la legislazione napoleonica, fosse in pari tempo non dissimile da quella, pur sapiente per molti rispetti, del Granducato di Toscana, quasi a porre alla testa di un più largo movimento rinnovatore la sua patria d'origine e quella di elezione e non già per cieco amore d'uomini e di luoghi, ma per un più grande, più nobile, più fecondo amore, l'Italia. E valga il vero: l'opera di revisione del primitivo, progetto di Codice civile (1816) alla quale il Mistrali era stato chiamato a partecipare per decisione sovrana, va dal febbraio 1817 all'ottobre 1818; seguì poscia l'opera di coordinamento della quale Mistrali fu pars magna sino allo scioglimento della Commissione di Revisione in agosto 1819; dopo di allora seguì, per opera di altra Commissione, la compilazione definitiva, sino alla promulgazione che è del 10 aprile 1820. Proprio in quell'annata 1817, nella quale più fervevano i lavori di revisione del disegno di Codice civile; coerentemente ai deliberati del Congresso di Vienna, per il Trattato concluso a Parigi il 10 luglio 1817, il Re di Roma, Napoleone II, era escluso dalla successione e i Ducati