Rassegna storica del Risorgimento
PARMA E PIACENZA (DUCATO DI) ; MARIA LUIGIA D'ASBURGO DUCHESA D
anno
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1940
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404
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404 Raffaele Cognetti de Martiis
di Parma e Guastalla erano devoluti, alla morte di Maria Luigia, ai Borbone (Luisa Maria ex Regina d'Etruria, figlio di lei Carlo Lodovico e dipendenti maschi in linea retta), poscia alla Casa d'Austria. Nel corso di <jiéB? infelice annata, veniva sequestrata i] 16 aprile per sospette sembianze una nitida bodoniana contenente il Catalogo cronologico della celebre edizione dei classici. V. Mistrali l'aveva già cantato in un'Ode diretta al Bodoni, che incomincia cosi:
M'erge nuova baldanza a gran pensiero E tento un inno che suoni sì forte Da far fede ad altrui eh* io dico il vero,
E schiava ho morte.
E rivolgendosi al Bodoni, in un impeto lirico, prosegue:
Bodon, sei meta oVinfallibii dardo E invan Nascondi, s'io ti seguo ardito: Girò più volte il sol da ch'io a te guardo
Grave impedito.
Ma non vai forza di destino avverso A spegner quel che m'arde eterno foco: Del diurno sudore ancora asperso v Le Muse invoco.
Qui erompe, quasi come un grido di ribellione, il pensiero della epopea napoleonica; non come lamento vano, ma come voce sicura di chi sa d'avere una meta comune col Bodoni: mantener viva la italianità della Patria. Egli è ben consapevole che anche dal suo piccolo posto di Governatore può, in parte, dominare gli eventi e che la meta non può mancare. Ed egli la persegue pur nella grave opera della legislazione civile; confida all'amico CipeOi, giudice di tribunale e membro della Commissione di Revisione,, che il Codice civile ha da ispirarsi, nella sostanza, soprattutto al modello napoleonico, ma che deve essere solamente italiano nella forma, e il 1821, rievocando in un'altra ode l'opera del Codice civile, anche più palesemente ne rivelava l'intento:
Pài della dolce italica
favella in te riaccese
l'amor che in uno stringere
pur dovria il bel paese
ove già Lazio, e Etruria
e Grecia la maggiore, e Roma fu.