Rassegna storica del Risorgimento

PARMA E PIACENZA (DUCATO DI) ; MARIA LUIGIA D'ASBURGO DUCHESA D
anno <1940>   pagina <407>
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Il governo di Maria Luigia e il Risorgimento Italiano 407
ammoniva al fratello dottore Stefano: Menomare il male quando è inevi­tabile e ingannar coli" ingegno la malignità ignorante. Stando in rassegna­zione trar luce anche dalle tenebre; né fuggir spaventati, ma affrontare intrepidi : prudenza vi è modo di averla e le contrarietà insegnano a farlo; poi, quasi gli erompessero dall'anima, chiudeva con le parole:
Si può sopprimere un grido quando si vede da lontano la fine del dolore e si sa che il gridare o non giova o nuoce!
Tale l'animo del Mistrali, e tale rimase, non solo nel periodo della sua maggiore esaltazione politica, dal 1831 al 1846; ma anche nel 1821, quando in una sua rìservatissima ufficiale, rispondendo ad una nota segretissima della Presidenza dell'Interno, scriveva:
Se alcuno v'ha che pur scntesi inclinato alle nuove idee, tutti sanno che Sua Maestà né potrebbe né vorrebbe dare una Costituzione...
mentre in una intimissima confidava intanto ad un amico:
Se le case fossero di cristallo e se diafani fossero anche i nostri corpi, quanti giudici passerebbero fra i condannati, e quanti che non sono tra questi salirebbero fra anelli ! Ho fatto quanto assolutamente ho potuto...
Proprio allora, nel 1821, vi fu una brusca sospensione, dovuta al Werklein, della pratica per Selvapiana, con questa postilla:
Non essendo S. M. intenzionata di far erigere il proposto monumento, si ritor­nano alla presidenza dell1 Interno le carte relative a tale erezione.
È poi noto che successivamente, nel 1822 e 1823, si ebbero due processi contro i Carbonari parmigiani e guastatesi, che la sentenza fa pronunciata 129 aprile 1823 e che nel processo furono osservate le garanzie giudiziarie.
Quanto all'animo di Vincenzo Mistrali in relazione ai moti del 1831 e alle varie tendenze che nel breve periodo di questi si manifesta­rono e agirono, è da ricordare che la rivolta esplose il 13 febbraio contro la amministrazione del colonnello barone Giuseppe Werklein, fiduciario di Mettermeli, che lo favoriva. Werklein era Segretario intimo di Gabi­netto della Duchessa fino dal 1820 e, morto Neipperg il 22 febbraio 1829, era succeduto al posto di lui nella politica di Gabinetto. Ante­signani del moto furono, nel campo dell'idea, il conte Claudio Linati e il celebre fisico Macedonio Melloni. Occasione mediata la Rivoluzione di Parigi del luglio 1830, l'avvento al trono di Filippo d'Orléans e i moti di Modena e Bologna dei primi di febbraio 1831; poiché con la Società dell'italiana emancipazione, stabilitasi in Parigi, corrispondeva il Gabinetto di lettura parmense. Mistrali aveva comune con lo spirito pubblico l'avversione per l'opera del Werklein, che fu la immediata