Rassegna storica del Risorgimento
PARMA E PIACENZA (DUCATO DI) ; MARIA LUIGIA D'ASBURGO DUCHESA D
anno
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1940
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pagina
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408
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4.08 Raffaela Cognatli de Marliis
occasione dei moti. Ne è prova VAtto di accusa di tradimento, mandato da Vienna a Maria Luigia il 7 maggio 1831, che coinvolgeva nei moti rivoluzionari trascorsi Ferdinando Cornacchia Presidente dell'Interno e Vincenzo Mistrali, i quali condividevano, ma con lo stesso spirito di moderazione, quanto ai mezzi, le aspirazioni degli uomini del Governo provvisorio e, insieme, le simpatie per la Duchessa. Questa corrente moderata aveva due intenti: governare, cioè mantenere la continuità della cosa pubblica dopo il trasferimento della capitali: del Ducato a Piacenza, e avanzare d'un passo con le riforme verso la meta comune, fiduciosa nel lento, ma sicuro progredire degli eventi. Operò in senso propulsivo la seconda corrente, idealisticamente più accesa; ma senza confondersi con quella classica del tumulto* che se ebbe il divino intuito delle masse, ne ebbe anche, però, le intemperanze, le ingenuità, gli egoismi. In questa occasione Mistrali accompagnò, col grado di Presidente delle finanze, Maria Luigia, che, abbandonata la città, si recò a Piacenza il 15 febbraio. Costituitosi in Parma, lo stesso giorno, un Governo provvisorio presieduto dal conte Filippo Linati, cui parteciparono, fra gli altri, il Melegari e il Garbarmi, alti magistrati, il 10 marzo, stando per rientrare l'austriaco anche nel parmense e accingendosi il Governo provvisorio a rassegnare il mandato, il popolo, eletto presidente Garbarmi, volle riassumesse il potere. H 12 Mistrali era nominato da Maria Luigia Commissario straordinario, il 13 le truppe austriache occuparono la città, il 14 Mistrali assumeva i pieni poteri. Egli difese come necessaria e legittima la costituzione del Governo provvisorio e, sottratto il relativo giudizio ad ogni influenza poliziesca, una Commissione ducale pronunciava in Piacenza, il 7 luglio 1831, sentenza assolutoria per Filippo Linati e Melegari, dietro le autorevoli testimonianze, fra altri, dello stesso Mistrali: furono poi amnistiati, il 1 settembre, tutti i compromessi politici di quel periodo. Rientrata in Parma V 8 agosto Maria Luigia, fu merito precipuo del Mistrali Paver restaurato come Presidente delle Finanze, il bilancio dello Stato, salvaguardando altresì l'erario pubblico col costituire una lista civile alla Duchessa, stabilizzandone l'equilibrio e togliendo cosi la principale caca al malcontento popolare per la non certo corretta amministrazione del Werklein e per la eccessiva e vessatoria pressione tributaria; anzi, il Linati, scrivendo intorno alle condizioni morali, materiali, politiche e amministrative dello Stato parmense in quell'epoca, rimprovera Mistrali di avere troppo rapidamente provveduto alla estinzione del debito pubblico: felice colpa, se pure in parte giuste le critiche: la stessa della quale sono stati rimproverati gli uomini dell'ultimo periodo