Rassegna storica del Risorgimento

PARMA E PIACENZA (DUCATO DI) ; MARIA LUIGIA D'ASBURGO DUCHESA D
anno <1940>   pagina <409>
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// governo di Maria Luigia e il Risorgimento Italiano 409
del Risorgimento italiano. Lo stesso indirizzo possiamo riscontrare anche a proposito della Ferma e dei Fermieri per la riscossione dei tributi indiretti, che il Magawly aveva istituita per un decennio, a partire dal 1816, come un meno peggio, per le impellenti necessità dell'erario, in contrasto coi suoi stessi principi in materia di economia pubblica e che certamente non avrebbe rinnovato alla fine del decennio, se fosse stato ancora Ministro del Ducato. L'essere quello, pure nel 1826, il pernio sul quale si moveva l'organizzazione amministrativa dello Stato, tanto che nel 1829, alla vigilia del moto rivoluzionario, il ITermiere dominava tutte le forze economiche del paese, era ragione più che sufficiente perchè un alto funzionario, non certo ignaro di problemi finanziari, non insensibile alle correnti innovatrici, prendesse posizione da pari suo. Tale fu l'opera del Ministro delle Finanze Vin­cenzo Mistrali, principale fattore del ripristinamento; abile, efficace, onesto e del quale anche tale continuità d'indirizzo è da valutare con giusto apprezzamento nel quadro storico dell'Italia moderna, se l'Orsi tributa la sua lode a Pietro Verri per l'attiva opera prestata nel!' indurre il Governo di Lombardia, sino dall'età che fu sua, ad abolire i Fermieri, appaltatori delle imposte, e a creare un nuovo sistema finanziario. Data al nostro la dovuta lode dal punto di vista finanziario, politica­mente non lo ai può accusare per aver seguito la Duchessa. Dal suo posto, nel conflitto fra i metodi rivoluzionari e il senso di moderazione che aveva comune con lo stesso Governo provvisorio, potè cooperare alla assoluzione di amici difendendoli lealmente e legalmente; e tutto il periodo di maggiore splendore del Ducato di Maria Luigia, dalla fine del 1833 al 1847, è prevalentemente dovuto al Mistrali. Pagò di persona nel 1832 durante una gravissima epidemia colerica, quando Maria Luigia era partita per Schonbrunn, appena in tempo per assi­stere YAiglon nei suoi ultimi istanti. Progettò anche una ferrovia attraverso il Ducato e ben si comprende come tale progetto, in allora non assecondato dall'Austria, più che un provvedimento economico, lignificava elevatissima e saggia aspirazione politica. Quasi Duca di Parma poteva dirlo il Giordani nel 1833 e certamente Mistrali corri­spondeva, come Ministro, direttamente con la Duchessa, senza inter­mediari di Gabinetto; ma né Ella s'illudeva, né gli dava, né egli si faceva illusioni: al convincimento, espresso da Maria Luigia alla Contessa CoUoredo, fino dalla metà di marzo 1831, che il fuoco covava sotto la cenere , fanno riscontro, fino dal 1815, le strofe del suo Ministro, allora Vice Prefetto di Grosseto: Fuoco che sotto cenere cova, ti sento in me, quando rivolgeva il pensiero e il verso al sommo tragico