Rassegna storica del Risorgimento

TRINGALI SALVATORE
anno <1940>   pagina <411>
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE mM
H' CIMELI E AUTOGRAFI HH I
APPARTENUTI A SALVATORE TRINCALI
Di Salvatore Trincali, capitano garibaldino da Siracusa (1834-1906), si sono occupati a più riprese i quotidiani, nella cronaca cittadina, e più, particolarmente il prof Luigi Giuliano in uno studio apparso in La Sicilia nel Risorgimento Italiano, I tigliodicembre 1931, fase II, Palermo, che io riprodussi in Siracusa Fascista, organo della Federazione dei Fasci Siracusani di Combattimento.
Il Tringali figura fra i componenti della commissione siracusana che, guidata da à
Vincenzo Statella. si portò a Palermo per presentare a Garibaldi un indirizzo di ammirazione e di gratitudine per il decreto dittatoriale del 17 maggio, dato in Alcamo, in virtù del quale le leggi, i decreti, i regolamenti quali erano sino al 15 mag­gio 1849, tornavano in pieno vigore; per effetto di tale decreto Siracusa, giù crudelmente colpita dal Borbone per i moti del 1837, veniva reintegrata nei diritti di Capoluogo della Provincia.
Non ripeterò qui intorno al Tringali quanto è giù noto sulla sua devozione allo Eroe e sui fatti d'arme ai quali egli partecipò.
Le benemerenze del combattente e del patriota sono, oltre che dalla corrispon­denza con Garibaldi ed altri patrioti, chiaramente attestate dai seguenti documenti:
1) Medaglia commemorativa per le Guerre del 186066 (Dee 31 luglio 1884);
2) Id. id. per la presa di Roma (Dee. IO gennaio 1871);
3) Id. id. dell'Unitù d'Italia 1848-70 (Dee. 14 maggio 1885);
4) Id. d'argento al valor Militare Condino, 21 luglio 1866;
5) Id. commemorativa. Campagna Agro Romano 1867 (Dee. 3 luglio 1900);
6) Id. al valore civile per aver salvato un individuo da incendio, 1884;
7) Attestato di benemerenza per soccorsi prestati nel salvataggio del brigan­tino greco Parnasus 10 novembre 1879.
I cimeli garibaldini del Tringali, che anch'io ho potuto con trepida commozione esaminare per gentile cortesia del nipote avv. Ugo Bobino che li custodisce religiosa­mente in una bacheca, sono:
1. Il proiettile deformato che colpi nel malleolo del piede destro Garibaldi ad Aspromonte (1862) e che fu estratto dal chirurgo fiorentino Zanetti, assistito dal dott. Albanese e da altri media. "
2. Un pezzo di benda insanguinata usata sulla ferita del Generale.2)
') Non esiste documento probatorio in merito; ma d'altro canto la figura ed il carattere del Tringali non possono indurre a sospettare della sua testimonianza. Egli assicurava il genero dott. A. Robino che il proiettile, da lui conservato con gelosissima cura, era stato estratto dalla ferita di Garibaldi.
2) E. Albanese di suo pugno attesta la genuinità della benda. Anche sulla busta che la contiene è apposta la firma dell'Albanese, perfettamente identica a quella che'si vede in una procura speciale fatta al Tringali, con atto rogato presso il notato Peliti di Torino il 24 agosto 1861.