Rassegna storica del Risorgimento
CAROCCI SERAFINO
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1940
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428
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428
Giovanni Fermiti
Ma qui non c'interessa 1* Usigtio. Rimane il fatto che il Rosalcs aveva serbato vivo il ricordo del passaggio per Losanna di Serafino Carocci, delle relazioni di costui col Mazzini, delle sue traversie; e il figlinolo del Rosales, probabilmente ricordando male le confidenze che ne aveva ricevnt e, pensò a Ini quando volle interpretare l'allusione della lettera del Mazzini. Ugnale aveva scritto altrove,non limitandosi a un'allusione, questa pagina mirabile: ' '
* Unjour, CTI 1834, un homme vint au dettarti de moipour réelamer la dette de la fra-temiti: e éiait un proscrit depuìs vingt ans et il avait passi par toiis les degrès de misere qui marquent les onnées de l'exili pauvre et setti. On Vavait poussé de Berne à Genève, de Genève sur la Franco. La Frante l'ovati repoussi: probablement ses papiers n'étaient pas en règie. Jl avait refati son chemin, et reparti à Berne, ou quelques compatriotes pouvaient le nourrir: cor. lui n* avait rien. On le remii aux gendarmes, et onta repoussa une seconde fois sur Genève. Là on lejetadans une prison pour le punir aVStre revenu; puis on te rhassa comme un heimatlose. 2) Quandje le vis, c'itati le second ou le troisième voyage. De grosses larmes lui tombaient le long de la figure, tondi s qu'il parlati. Il faisait pitie. On lui imposa VAngleterre. Il partii, à pied.
Cet homme s'appelait Carocci, napoltiain. Bien de genevois peuvent faire fai de ce que j'avance.
H II est moru à la mer.
Son pére, sa mire vivaienl encore. Il avait desfrères et des sceurs. Que Dieu par-donne à ceux qui ont peut-itre, et bien involontairement, sans doute, empoisonni leurs dernières années; mais que ceux qui murmurent entro un sourire et une poignie de main, ce nom d'Amérique, 3> réflichissent un peuplus sérieusement aux familles des hommes qit'on voudrait y pousser.
Per renderci conto della portata del ragionamento per il quale il Mazzini, scrivendo nel 1836, intendeva dare un carattere d'attualità al ricordo delle penose vicende del povero Carocci, dobbiamo tener presente che la questione dei proscritti, acuta nel 1834 dopo la spedizione di Savoia e sotto la pressione delle recriminazioni e delle minacce dell'Austria e delle potenze che ne seguivano l'indirizzo politico in Europa, s'era riaperta e divenne scottante in quell'anno, poiché 0 Governo di Luigi Filippo, prima tollerante verso gli esuli, d'una tolleranza che sarebbe volentieri arrivata ad una tacita complicità se preoccupazioni d'ordine internazionale non l'avessero neutralizzata, prese l'iniziativa dell'offensiva legale contro di loro. E in Isvizzcra, autorità e uomini politici, presi di mira da una serie di minacce che sembravano soffocar la vita della Confederazione, ai sentivano stanchi di offrire ai loro ospiti una solidarietà che per quanto costituisse da un punto di vista ideale un sacro dovere, correva rischio di costar troppo cara. L'opinione pubblica tendeva a staccarsi, un po' per volta, da questi ospiti che considerava pericolosi; anche quella parte dell'opinione pubblica ch'era guidata dagli uomini di sinistra, i quali non sapevan perdonare al Mazzini d'occuparsi, come redattore della Jeune Suisse. delle loro questioni interne, e di volerli trascinar nella propria scia. Restava la simpatia degli umili, che vedevano nel Mazzini e nei suoi compagni
J) Nella Jeune Suisse del 18 giugno 1836; ora nell'edizione nazionale, Politica, VI, pp. 127-128, e nei Ricordi autobiografici, Imola. 1938, p. 239.
2) Senza patria : si vegga un articolo, probabilmente inspirato dal Mazzini, neìTHelvetie del 29 aprile 1836, Condition des Iteimathlos en Suisse: e la condition des beimat hloB est bien plus malheureuse que celle dea parias .
3) Cioè che suggeriscano ai Proscritti di andar in America.