Rassegna storica del Risorgimento

CAROCCI SERAFINO
anno <1940>   pagina <431>
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Le peripezie di Serafino Carocci in Isvizzera 431
di qualche gìarno più tardi, alle condizioni pietose in cui versano gli esuli di famiglia povera, e quelli abbandonati dalla propria famiglia,
Le condizione del Carocci* infatti, sono inimmaginabilmente pietose: l'8 maggio egli si presenta al Prefetto di Losanna, ch'c l'autorità distrettuale di polizia; e quel brav'uonio di Prefetto, Henri de Saussure, s'impietosisce vedendo questo nialheureux étranger ch'è ancora, come due mesi prima, sans argent, e ancora tormentato da quella piaga al calcagno quirempèche de pouvoir faire sa route à pied. Poiché fl pove­retto pensa di andare a Marsiglia e di là imbarcarsi per Napoli dove ha parenti a Napoli erano anche, del resto, altri profughi reatini compromessi nei moti del 1831 -' egli lo avvia verso Ginevra, col transito obbligatorio per Nyon. Ma Ginevra, che lo ha espulso fin dal febbraio, non intende ragioni: nemmeno perchè attraversi soltanto la minuscola repubblica avviato verso la Francia, le autorità di polizia gli consentati l'accesso. Cosi il Carocci, fermato a Coppet di staeliana memoria, è ributtato a Nyon; e il prefetto di Nyon, al quale bisogna riconoscere il merito, comune in quell'anno a tutte le autorità vodesi, 3) d'aver portato nell'adempimento dei suoi incresciosi doveri verso i proscritti un'umanità e un senso di comprensione che non si riscontravano se non raramente, ebbe compassione, anche Ini, del disgraziato patriota reatino: il est 30us tous les rapports dans l'état le plus malheureux et le plus misérable. E poiché oramai, per l'impegno contratto dal de Humigny proprio il giorno innanzi, la fron­tiera francese si poteva considerare aperta ai profughi, e poiché d'altra parte risultava che il sottoprefetto francese di Gex, il cui territorio confinava con il distretto di Nyon, disponeva di mezzi che avrebbero potuto assicurare al Carocci le spese di viaggio, il funzionario vodese suggeriva al Dipartimento di polizia di Losanna di avviar esso, di Ufficio, le pratiche presso l'Ambasciata francese perchè l'esule potesse essere ricevuto al posto di frontièra È da credere che il suggerimento fosse accolto: e cosi, grazie allo intervento delle autorità vodesi, il Carocci potè lasciar la Svizzera. Poiché si trattava, questa volta, di prender la via di Vallorbe, il poveretto, che non aveva un programma precostituito ed era oramai come una foglia secca caduta dall'albero e battuta dal vento, una volta raggiunta la frontiera francese si diresse, o forse fu costretto a dirigersi, a Calais; e sappiamo dall'articolo delMazzmi che morì annegato attraversando la Manica. 4) Così si chiudeva l'esistenza di uno dei più oscuri, ma anche deipiù bersagliati dalla nemica fortuna, tra i martiri della libertà e dell'indipendenza d'Italia,
GIOVANNI FEHBETTI
*)I poveri rifuggiti, che ti commuovono, lo meritano veramente.... Con denari si fa fronte a tutto, perchè, anche in Inghilterra.... con dei mezzi si vive; ma i più fra costoro son miseri: non hanno mezzi di sussistenza certi: le loro famiglie o son povere, o se non sono, mandano poco. sia perchè credono che all'estero si sia bene accolti, e non s'abbia bisogno di loro, sia perchè differiscono d'opinioni. In queste circostanze, la gita in Inghilterra, alla quale molti sono costretti, è un vero inferno. Epistolario, II, p. 356.
2) SACCHETTI-SASSETTI, op. àt. p. 130 segg., e passim.
8) Cfr. il mio art.. Le gouvernemant du Cantori de Vaud et les réfitgiés en 2834, in Retme historique vawloìse, XLVII, 1939, p. 169 sgg.
*) La stessa testimonianza venne riferita dal figlio del RoBales; il Canevazzì disse invece risultargli chea mori nell'aprile 1835, annegandosi mentre si recava. in Porto­gallo; informazioni ufficiali del Governo pontificio (SACCHETTISASSETTI, op, cìr., 115, e n. 1) lo davano morto a Londra.