Rassegna storica del Risorgimento
CAROCCI SERAFINO
anno
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1940
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pagina
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434
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LIBRI E PERIODICI
Comune di Prato. Inventario dell"Archivio antico* a cura di RUGGERO NUTI; Prato, 1939 XVH, in 8, p. 256.
Questa fatica dell'archivista Raggerò Nati, che ora vede la luce, data già da qualche anno, ed è di quelle che non si possono lasciare sotto silenzio in quanto costano assai' a chi le compie e molto giovano a quanti seriamente si interessano di studi storici.
Il Nuti ha riveduto ad uno ad uno gli atti, le pergamene, le carte, i fasci, i volumi e le filze che formano l'antico e cospicuo archivio pratese, e tutto ha elencato e descritto secondo le regole che presiedono a tali lavori, e tenendo conto del collocamento, dello stato di conservazione, e di quanto altro sia giovevole alla conoscenza estrinseca del documento e alla immediata consultazione.
Per ogni volume è data cognizione del contenuto, o col dtaiè integralmente il titolo, o dando altra specificazione o citazione, quando il titolo manchi o sia insufficiente. Dei volumi miscellanei, o aventi tale carattere anche se composti da una sola, mano, ven-gono chiaramente significate le singole parti. I regesti sono sobri!, ma chiari e precisi sia nei dati cronologici che nelle indicazioni essenziali. Non vengono trascurate notizie sulla provenienza delle carte quando queste giovino alla migliore conoscenza del documento; le informazioni si fanno più ampie e scrupolose quando il documento presenta notevole importanza.
Alla luce e sotto la guida di codesto Inventario lo studioso avverte che l'Antico Archivio di Prato presenta un interesse singolare sia riguardo alla storia di Prato che va dal secolo XIV al Risorgimento incluso, sia anche per la storia della Toscana, veduta come storia di avvenimenti non solo politici e militari, ma anche economici, religiosi e sociali. Le Arti, le Milizie, le Accademie, le istituzioni scolastiche, le feste, la legislazione statutaria e le oltre forme che seguirono per regolare la vita cittadina, sono altrettanti argomenti a sviluppare i quali Io studioso troverebbe larga messe.
L'A. ha completato la sua lodevole fatica, pubblicando in fine del volume un copioso indice per materia che costituisce una guida veramente preziosa.
FIERO ZAMA
ROBECCHI-BRIVIO ERMINIO, Una famiglia italiana: I Robecchi; Milano, Bocca*. 1938, pp. 320. L. 30.
Si può discutere sull'utilità maggiore o minore dei libri genealogici. Quando sono compilali allo scopo di rivendicare uno stemma o un fregio o un motto, sono inutili.se non sciocchi; quando sono compilati da studiosi seri possono diventare se non storia, almeno buoni repertori.
Quest'ultimo è il caso del volume del Robecchi, ohe è senza dubbio interessante, soprattutto simpatico mi si permetta diuàarc questa espressione perchè è raro un tale sconfinato amore per i propri antenati e posteri. L'A. ha rintracciato tutti, o quasi, i Robecchi d'Europa, fra i quali alcuni ebbero una parte nella storia: un deputato della Convenzione, un senatore, un sindaco di Valle Lomellìna, un pioniere in A. On FA. stesso filodrammatico autore teatrale. Dal secolo X ad oggi la serie è. ininterrotta
Il libro, pero, parte da una premessa che ha Insogno di dimostrazione. Il nome di Robecchi, nelle varie formo assunte attraverso i secoli, risponde ad un concetto analogo a quello insito nella parola rimbecco (da rimbeccare). Molti paesi paeselli, dalla Manica alla Lomelliuo, si chiamano Bccq o Robecco (o qualcosa di simile) in ricordo di antichi