Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
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1940
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Luigi Signorclli
contrario al Bernetti: niente più avvedutezze nel campo della polìtica estera, e soprattutto si è meno tolleranti ed indifferenti, in ogni campo, dato anche i tempi politicamente difficili che correvano. l)
Oltre a ciò, net riguardi dei Napoleonidi si era verificato un fatto nuovo, di importanza pressoché capitale, che non occorre affatto
né alla cognizione delle generazioni sorte dalla rivoluzione Francese né all'imbroglio della politica nella quale doveva trovarsi immischiato fatto Papa. Egli stesso diceva: non sono che un povero frate, poco informato della politica (ivi, p. 189). Di Gregorio XVI il Lamennais ebbe a dire è un buon religioso che non sa nulla delle cose di questo mondo e non ha idea dello Stato della Chiesa (FOISSET, Vue du Pére Lacordaire).
In tali condizioni il Segretario di Stato era tutto ed il cardinale JBeruetti nei limiti del possibile riparava a molte cose. Ma nel gennaio 1836, approfittando dei fatto che il Bernetti si trovava da qualche tempo gravemente ammalato, Gregorio XVI, improvvisamente. Io sostituiva con il cardinale Lanibruschini, si crede .per mene dell'Austria che mal sopportava il Bernetti (. VERCESI, op. ci/., p. 317).
Ora, quando si tenga presente che il Cardinale Cappellata era stato nel conclave del 1831 il favorito dell'Austria (il METTEHNICH nelle sue Memorie, voi. V, p. 149 all'erma che il nome del Cappellai! si trovava: in fondo alle nostre speranze e dei nostri voti), si ha la perfetta sensazione del cerniuto cambiamento di rotta.
Si aggiunga che il Lainbroschini, anche esso frate (barnabita) come il Pontefice, era uomo di gravi costumi e di certa dottrina, ma tutto di un pezzo. Era l'opposto del suo predecessore (VEHCESI, op. est., p. 216). Proveniva dalia parte dei cosi detti ce zelanti, che avevano sempre avversato la politica del Consalvi e del Bernetti, e per dirla con il Terlinden (Le conclave de Leon XII, in Rivista, n. XIV, 1913, p. 286) volevano rovesciare da capo a fondo l'edificio politico ed amministrativo che il Consalvi aveva iniziato. Il Lambruschini era nunzio a Parigi al tempo della rivoluzione di luglio. Il Governo francese ne aveva chiesto il richiamo perchè contrario allo spirito che si voleva infondere in tutto, dopo gli avvenimenti di luglio. Era stato il Lambruschini a promuovere l'intervento austriaco in Italia nel 1831 (VERCESI, op. cit., p. 206). Egli si era poi publicamente dichiarato contrario alle riforme decretate da Gregorio XVI a seguito del noto memoriale delle Potenze (ivi, p. 214); aveva altresì criticato l'atteggiamento del Bernetti verso la Francia (ivi, p. 215); comunque Gregorio XVI scelse il nuovo Segretario di Stato perchè lo stimava personalità più energica, più a poigne, più consona alla politica che si deve fare assieme (ivi, p. 317). L'opinione pubblica aveva subito giudicato il Lambruschini uomo poco ferrato nelle cose pubbliche (ivi, p. 318) e quindi molto simile al Papa di cui doveva coadiuvare l'opera.
Gregorio XVI era, poi, stato giudicato uomo pauroso ed egoista e quindi doveva lasciare fama di principe cattivo (ZAMA, La marcia su Roma del 1831. H Generale Sercognani, Milano 1831, p. 160). Il Vercesi (op. cit., p. 269) afferma che Gregorio XVI si rappresenta nella storia come il Papa antiliberale per eccellenza.
t) L'Austria (che più contava ora sull'azione del Papa e del Segretario di Stato) voleva la lotta a fondo contro i liberali ed i carbonari e si sa che questi ed 1 Bonapartisti, che nel 1814 erano nemici, ora, avvolti in una stessa persecuzione, si davano la mano in ogni parte della penisola (VERCESI, op. cit., p. 78).
La Segreteria di Stato aveva rivolto una circolate a tutte le autorità provinciali invitandole ad esercitare la più stretta vigilanza Bullo stalo d'animo delle popolazioni (GUALTKRIO, Gli ultimi rivolgimenti italiani. Memorie storiche con documenti inediti, Napoli, voi. I, pp. 356357).
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