Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
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1940
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469
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Pietro Napoleone Bona parte e Gregorio XVI 469
trascurare dal porre in rilievo, anche ai fini della intelligenza dei fatti in esame: nel 1831, alla tentata marcia su Roma da parte dei ribelli delle quattro Legazioni, capeggiata da alti ufficiali dell'ex esercito napoleonico, aveva preso parte uno dei Napoleonidi residenti in Roma, Luigi Napoleone,1) e dalla Toscana era accorso Napoleone Luigi, mentre Pietro Bonaparte, come si vedrà in appresso, aveva tentato di associarsi ai primi; e Luigi Napoleone, dimentico della concessa ospitalità, aveva perfino osato di indirizzare al Papa una lettera, nella quale lo si invitava a deporre il potere temporale.2) Dopo tali fatti, a Roma, ove si ricordavano i moti del 1831 e 1832, i Bonaparte erano mal visti. 3)
Si aggiunga che in Francia, deposti i Borboni, era salito al trono Luigi Filippo d'Orleans, che, pervenutovi con l'aiuto dei Bonaparte, ai era trovato, di poi, quasi subito in conflitto con questi ultimi, che
J) Luigi Napoleone, il futuro Napoleone III, era stato sfrattato dallo Stato Pontificio, unitamente a gran parte degli exUfficiali Napoleonici, nel dicembre 1830. a seguito della tentata sommossa in Roma mentre si svolgeva il conclave per la morte di Pio Vili, e della quale era stato ritenuto l'ispiratore ed il capo, benché il suo nome non figuri dal ristretto del processo (DEL CERRO, Cospirazioni Romane, p. 150 je seg.; VERCESI, op. cit., p. 189; G. SIGNORELLI, op. cit., p. 349; RINA DEL PIANO, Roma eia Rivoluzione del 1831, Imola 1931, p. 15). Secondo (alcuni (cfr. DEL PIANO, op. cit., p. 15) in tale tentativo sarebbe stata compromessa la stessa Madama Letizia.
2) Per i moti del 1831 cfr. DEL CERRO, G. SIGNORELU, . VERCESI, R. BEL PIANO, P. ZAMA, opere citate. La rivolta fu certamente preparata in Francia (in Lione, dove perfino il Prefetto era convivente con i cospiratori; MAZZINI, Scritti. voi. I, p. 46), da elementi del Bonapartismo fuorusciti. La capeggiavano gli exufficiali Bonapartisti colonnelli Sercognani, Armandi ed Olivieri (P. ZAMA. op. cit., p. 167 e seguenti).
Luigi Napoleone pare fosse a parte dei preparativi di Ciro Menotti. Egli nel partire aveva scritto alla madre: le nom que nous portons nous oblige a secourir les peuples mallicreux qui nous appellent.
In verità la madre ed il card. Fesch avevano fatto di tutto per richiamarli (A. AMATO, in Rivista di Cultura, Roma 1930). Il padre ne fu sdegnato. Luciano era rimasto inoperoso a Firenze. Però è noto che questi, più degli altri, si era adoperato vivamente per far risorgere in Francia il Bonapartismo (Rosi, op. cit., p. 341). Tanto è vero che nell'Archivio di Stato di Firenze esistono documenti (Buon Governo, Serie Segreta, 1835) dimostranti che in tale anno ogni movimento di Luciano era strettamente sorvegliato. L'azione di lui non poteva non riflettersi sui suoi figli.
3) LANCELLOTTI, op. cit., p. 38. Che d'allora si diffidasse molto dei Bonaparle e del Bonapartismo risulta anche da altri fatti. Ogni propaganda era vietata. Cosi, con circolare 13 febbraio 1834 della Direzione generale delle dogane, diretta ai Soprintendenti Doganali, coerentemente agli ordini del Segretario di Stato, si ordinava il rinvio all'estero di qualsiasi oggetto (scatoline, carafe, ed altri distinti con l'effigie di Napoleone). GENNAKELLI, op. cit., doc. XCI, pp. Ili e 112. Cfr. anche rapporto 7 maggio 1836 della Legazione di S.M. Sarda a Roma, pubblicato in appendice, doc. II.