Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno <1940>   pagina <473>
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Pietro Napoleone Bonaparte e Gregorio XVI 473
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Per quanto ha riguardo, poi, alla speciale situazione della Provincia di Viterbo, occorre tener presenti i seguenti dati di fatto che risultano da documenti ufficiali dell'epoca, appartenenti ad un interessantissimo fondo rinvenuto nell'Archivio di Stato di Roma (Rapporti settimanali politici). *)
Negli anni considerati (1830-1838), in base a detti rapporti setti­manali, si ha che le popolazione si mantengono in uno stato di apparente calma e tranquillità ;2) però i facinorosi di giorno in giorno aumen­tano e per la loro naturale tendenza a delinquere e pei molti vizi, dai quali sono predominati; ed il costume è sempre in decadenza in ogni luogo ed in tutti gli ordini delle persone, per cui si aumenta sempre più lo scandalo e la pubblica mormorazione, ed è divenuto nel campo sociale una piaga incurabile, sempre più conforme alle attuali circo­stanze dei tempi guasti e corrotti e dipinti coi colori del secolo ; sicché i furti, le grassazioni e gli omicidi, che con tanta frequenza si commettono in questa Provincia, disturbano non poco l'ordine sociale e la tranquillità dei pacifici abitanti e ci sono anche taluni che si eri­gono a censori del Governo coll'attribuire il crescente numero dei faci­norosi e la loro non mai repressa proclività a delinquere alla non integra amministrazione della giustizia. Si aggiunga che il circondario di Tosca-nella,3) nel quale era compreso il Comune di Canino, ed il finitimo circondario di Valentano, costituivano uno dei punti nevralgici del brigantaggio, nota piaga dello Stato Pontificio. 4)
*) Rapporti politici settimanali del Delegato apostolico di Viterbo, Archivio di Stato di Roma, Gendarmeria pontificia. Rapporti politici. B. 242.
2) Tale notìzia ricorre pressoché in tutti i rapporti dal 1834 al 1838 inclusi. Nel rapporto, però, n. 34 del 23-29 agosto 1835 si legge: notizie allarmanti circolana pubblicamente che un nuovo sconvolgimento del legittimo ordine di cose non sia lontano. Come gli amici della buona causa si mostrano scontenti, così d'altronde ai veggono esultanti, sebbene con molta circospezione, coloro che per i perversi loro principi hanno sempre l'idea rivolta ai disordini ed all'empietà. Si ha notìzia che in Valentano si leggono con molto trasporto i Fogli francesi ai quali è associato il canonico Damiani. E segnalata altresì la Libreria Garbici di Viterbo quale sospetta per diffusione di libri e fogli proibiti.
3) Ora Tuscania.
*) G. SIGNORELLI, op. e*., p. 153. Dal 1775 al 1800, secondo l'agente della Cisalpina, fl Tanibroni, vi erano stati 18.000 assassini (STENDHAL, Promenadas dans-Rome* p. 210). Sotto Pio VII, in pochi anni, furono contati 25.000 accoltellati (AKTÀUD, Lettera in JUNG, op. cit pp. 51 e 52). Il mestiere del bandito era stimato-più di quello del soldato (ivi, p. 54; DB TOUHNON, voi. II, p. 98 e sog.; MADELIN, La Rome de Napoleon, p. 70). Nell'anno 1800, in conseguenza delle tante rapine e grassazioni che vanno ogni giorno commettendosi nelle pubbliche strade a danno-
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