Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
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1940
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pagina
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475
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Pietro Napoleone Bonaparte e Gregorio XVI 475
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Pietro Napoleone Bonaparte, nato nel 1815, aveva lasciato giovanetto, nel 1831, Canino, ove dimorava con la famiglia, per prendere parte ai moti rivoluzionari delle Romagne. Arrestato, era stato condotto a Livorno e tenuto ivi per sei mesi prigioniero. *)
Liberato, si era, nel 1832, imbarcato per gli Stati Uniti, recandos presso lo zio Giuseppe, exre di Spagna. 2'
Scoppiata la guerra tra le repubbliche dell'Equador e della Columbia, si era arruolato volontario nelle truppe di quest'ultima battendosi valorosamente agli ordini del generale Santander, del quale fu ancbe aiutante di campo. 3)
Rientrato in Toscana nel 1833 4) in quell'anno stesso ne fu espulso, prendendo nuovamente dimora a Canino, nei gennaio 1834, dopo una breve segregazione nel Forte Sant'Angelo in Roma.
Causa della espulsione e della segregazione carceraria sarebbe stato un tentativo di matrimonio clandestine da parte del fratello Luigi con una donna plebea, perpetrato in Santa Maria Novella in tempo della Messa cantata , qualificato come delitto di violazione di luogo sacro , seguito da ribellione ai pubblici funzionari a mano armata , avendo, all'intimo della polizia, Luigi reagito con impertinenze, ed il fratello, Don Pietro (il quale aveva fatto da testimone al matrimonio), col mettere mano a due pistole cariche .
Il fatto, ampiamente narrato dalla Civiltà Cattolica,*) serve* a questa di premessa agli avvenimenti del 1836 in Canino, al fine di porre in rilievo, sin dal principiò, la particolare figura morale del protagonista.
1) A. DOMATI, op. r.it., p, 12. il quale nel compilare la memoria ha tenuto presente quanto narra lo stesso Pietro Bonaparte nelle sue memorie. DIEGO ANGELI, op. cìl., p. 165. Non deve, perù, nascondersi che da documenti esaminati (crr. deposizione del teste Cavazzuti allegata agli atti di processo, memoria difensiva dell'avvocato Ala, che si pubblica in appendice, doc. n. VII) risulta che nel 1831 Pietro Bonaparte sarebbe stato arrestato, per ordine dello stesso padre Luciano, alla Badia e racchiuso in un Forte (non è detto quale) per ordine dello Stato Pontificio. Anche nel rapporto 7 gennaio 1836 della Delegazione sarda a Roma pubblicato in appendice (doc. II) si narra di tale arresto in termini quasi identici a quelli usati dal Cavazzuti.
2) Era munito di passaporto a firma Bernottà. ') A. DOMATI, op. eU p. 12.
*) Sulla fine di aprile 1833; cfr. doc. XL in appendice.
s) Elaborato citato, quaderno 2086, p. 338 e seg. Esiste anche un'ampia documentazione dell'avvenimento nell'Archivio di Stato di Firenze. Buon Governo Segreto. Affari 79 e 1618, a. 1833; Affare 120, a. 1834.