Rassegna storica del Risorgimento
BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno
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1940
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pagina
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476
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476 Luigi Signorelli
Però, è da dubitare che il movente reale della espulsione dallo Stato Toscano sia stato quello suaccennato; e tale dubbio è fondato sul fatto che in quell'anno 1833 medesimo dal Governo borbonico di Napoli erano state condotte insistenti pratiche per l'allontanamento di tutti i Bonaparte dalla Toscana. *) Per i fratelli Luigi e Pietro si potrebbe essere eventualmente preso a pretesto il fatto del tentato matrimonio clandestino, ed in ogni modo la polizia toscana, in tempi politicamente malsicuri, nei quali il Bonapartismo si risvegliava ovunque e eotto le ceneri apparentemente spente covava l'incendio della rivolta,2) potrebbe aver piuttosto considerato il rivoltoso del 1831 ed il reduce dalle guerre libertarie di America, che il giovane inesperto il quale provocava uno scandaletto in materia di procedura matrimoniale.
Comunque il ritorno dei fratelli Bonaparte a Canino non può ascriversi senz'altro a speciale benemerenza di Gregorio XVI, quando si tenga presente che quella e non altra era la località di confino prescelta per i componenti della famiglia di Luciano Bonaparte, determinata dalla Conferenza degli Ambasciatori delle Grandi Potenze, 3' e phe il Governo pontifìcio, tantopiù dopo la solenne promessa data alle Potenze stesse dal cardinal Bernetti circa il trattamento dei cittadini pontifici che avevano preso parte ai moti di Romagna, 4) non avrebbe potuto rifiutare il rimpatrio dei Bonaparte; d'altra parte, occorre considerare che era tuttora in carica il Segretario di Stato Bernetti che, come si è detto, era molto tollerante e non contrario alla permanenza dei Bonaparte nello Stato Pontificio.
E, soltanto in base alle premesse considerazioni, può spiegarsi la circostanza che, nella ingiunzione fatta ai fratelli Bonaparte, d'ordine della Segreteria di Stato il 17 gennaio 1834, al momento nel quale erano restituiti in libertà dalla segregazione in Castel Sant'Angelo, veniva incluso il seguente passo, di per se stesso molto eloquente: di astenersi da qualunque corrispondenza, manovra o riunione con persone sospette
J) Cfr. doc. XLÌ in appendice. Archivio di Stato di Napoli, Ministero di Polizia, Gabinetto, fascio 27, voi. 97, p. 2.
2) Cfr. ciociariCTI ri nn. XLIV e XLV in appendice. Archivio di Stato di Napoli, ivi.
3) Conferenza del 19-27 aprile 1815, a Parigi, dei Ministri delle quattro Potenze alleate (cfr. lettera 28 ghigno 1816 del Principe di Mettemich al Ministro austriaco a Firenze, pubblicata dal GENNAIIELM, op. cit., doc. I, p. 3).
*) La promessa fu data con nota ufficiale diretta al Conte di SaintAulaire
e riportata da . VEHCESI, op. cii.t pp. 212214. Il Lambruschini, allora semplice
cardinale* avversario del Bernetti, aveva commentato Egli è chiaro che con
queste spiegazioni consegnate in una nota ufficiale, il Governo della Santa Sede
accorda un pieno ed illimitato favore ai felloni (cfr. stesso autore, p. 214).