Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno <1940>   pagina <477>
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Pietro Napoleone Bonaparte e Gregorio XVI 477
verso il Governo, mentre in caso di trasgressione ad una o più delle ingiunzioni suddette si riserva il Governo' di adottare le più rigorose misure e di agire in confronto dei portamenti dei suddetti. *)
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Don Luigi poco dopo parti per altra destinazione; Don Pietro si riunì in Canino con il fratello minore Antonio.
La condotta di questi ultimi due offrì, quasi subito, occasione a rilievi da parte dell1 Autorità pontificia.Nel citato elaborato l'intervento del Governo centrale nei loro confronti viene ritardato fino al 24 aprile 1836. 2) In realtà lo stesso Governo ebbe ad occuparsi dei due fratelli già molto prima, come viene dimostrato dai documenti appresso pubblicati, documenti che, nel tempo stesso, attraverso i rapporti delle varie autorità, spesso in istridente contrasto tra di loro, vengono ad offrire un interessante quadro delle condizioni dello Stato Pontificio in quel tempo ed a dare effettiva dimostrazione di quanto è stato spesso rilevato, e cioè, che il processo di disgregazione dello Stato Romano era allora già iniziato ed anzi molto avanzato.
Invero, fin dal 24 ottobre 1834, il colonnello comandante il reggi­mento dei carabinieri pontifici, con speciale rapporto a Monsignore Governatore di Roma, Direttore generale di Polizia, informava 3) - essersi formati in Canino due partiti di facinorosi, l'uno dei quali ha per capi certi Gavazzi protetti dai Sig.ri Don Pietro e Don Antonio Bonaparte, e l'altro per capi certi Cesare Romitelli e Domenico Moret-tini, in uno con Vincenzo Dominici, padrigno del primo (detto Salta-macchione) favoriti dalla famiglia Valentini, e che in conseguenza di ciò già hanno avuto luogo, da una parte e dall'altra, dei mortali feri­menti ed i più atroci attentati . Trasmetteva, contemporaneamente, un rapporto del brigadiere Chiorri, comandante la brigata di carabinieri di Toscanella, '*> nel quale, dopo aver posta in evidenza che la tran­quillità del paese è non poco compromessa e che ciò può produrre maggiori e forti conseguenze , aggiungeva che il Priore (di Canino) Domenico Scaglioni, unitamente a tutti i figli, uniti'a qualche giovinastro, conta li passi della forza e fa avvertiti i contumaci ; e, riferendosi al capo di essi, Felice Gavazzi, faceva presente : mi applicherò a scoprire
i) Il documento è pubblicato per intiero a p. 342 della Civiltà Cattolica,, elaborato citato, quaderno 2086.
2) Ivi, p. 344.
3) Allegati agli atti di processo contro Pietro Bonaparte succitati, p. 149,
4) Idem, p, I0.