Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno <1940>   pagina <478>
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478 Luigi Signorelli
ove si ritrovi ed a sorprenderlo: avverto, però, che la forza è compromessa, giacché messo su dai suoi protettori (i Bonaparte) a far fuoco contro chi voglia arrestarlo, si dovrebbe prevenire il caso; ma dopo chi ci sostiene? Amara riflessione questa, frutto certamente di ripetute esperienze !
A sua volta il Delegato Apostolico di Viterbo, sotto la stessa data 24 ottobre 1834, rapportava alla Direzione generale di Polizia che sull'esempio dei figli del principe Luciano tutti vanno armati in quel paese (Canino) per timore di essere aggrediti e segnatamente la famiglia Valentini; che Don Pietro conduce sempre seco Filippo Scaglioni, figlio del Priore locale, armato anch'esso di fucile e pistole; che la protezione dei suddetti personaggi per i fratelli Gavazzi era pubblica e notoria con ammirazione (sic) e rincrescimento dei pacifici abitanti; che si era giunti a provocare una sfida di duello tra Don Pietro e Vincenzo Yalentini; che l'uno e l'altro dei partiti avevano aderenti pronti a secondarli ed a sostenerli ad ogni segnale; che altro non avevano in vista che di venire alle vie di fatto col far fuoco ed occidere. *)
In conseguenza di quanto sopra, il Delegato apostolico! inviò sulla faccia del luogo il Governatore di Toscanella perchè con avvedutezza e prudenza avesse verificato il vero stato di cose e si fosse appigliato a quelle prudenze che, a norma dei risultati, avesse creduto più espedienti per prevenire ed impedire nuovi disordini, non senza ricorrere alla via persuasiva e del consiglio se raggiungere per modo avesse potuto il conseguimento dello scopo prefisso . 2)
Intanto faceva noto di aver insinuato ordine per l'arresto del ferito Felice Gavazzi se andasse a guarire; che il contumace Morettini era stato arrestato e che si sperava che anche gli altri cospiratori, pre­venuti di aver somministrato le armi agli inquisiti e contumaci Gavazzi cadessero presto in potere della forza .
Il Governatore di Toscanella riferiva con rapporto 19 novembre 1834 chea a quest'ora è cosa chiara che nei fatti avvenuti a Canino si com­prometteva anche Don Pietro Bonaparte, sempre però per mero tratto di troppa protezione verso i Gavazzi; come all'opposto il Sig. Valentini non fa indifferente alle parti de' Saltamacchioni. Come due, pertanto, erano le odiate famiglie dei principali delinquenti, così due furono le funzioni per il loro sostegno ... lo spirito di tali avvenimenti non è
J) Idem, p. 151. Il rapporto è firmato da Vincenzo Grispigui, consultore della Congregazione governativa, in luogo del Delegato apostolico, il quale, essendo in quel tempo unico per le due delegazioni di Viterbo e di Civitavecchia, alternava la residenza nelle due citta. Canino era stato aggregato a Viterbo soltanto nel 1831.
9) Cfh rapporto di cai alla nota 4 della pagina precedente.