Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno <1940>   pagina <480>
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480 Luigi Signorotti
i disordini fossero continuati, il Governatore aggiungeva clie è da sta­bilirsi che tutto il disordine consiste nel non saper venire al fermo di tre contumaci, la di cui carcerazione e la successiva condanna sono runico mezzo per tranquiDizzare i buoni e frenar gli altri che inclinano-al loro esempio. E per togliere di mezzo i difensori dei contumaci affer­mava io opino che giovi la partenza da Canino del Sig. Don Pietro che sento esser chiamato a Roma per ordine della Sig.ra Principessa di Lui Madre, colla quale mi posi in privata corrispondenza in Firenze. Spe­ravo io che fosse già seguito il di Lei ritorno, mentre ho certezza in mano che quella ultimata tutto finisce . E chiudeva il rapporto con la seguente raccomandazione: Prego caldamente della più gelosa riserva­tezza della presente che porta un dettaglio molto delicato per chi si trova sulla faccia del luogo... e che meglio lumeggia la particolarità di quello ambiente e del tempo.
La prosa del cauto Governatore faceva rilevare al Delegato apo­stolico credo di non dover tacere all' E. V. che ho rimarcato la molta sua deferenza per Don Pietro Bonaparte che figura in detto rapporto , ed aggiungeva che, mentre erano stati dati ordini allo stesso Gover­natore di tener ben guardato ed assicurato il ferito Gavazzi, il Bona­parte andò a prenderlo con un legno da viaggio e lo trasportò in Canino collocandolo nel suo Palazzo. *) Polizia da operetta!
Ma i rapporti a carico dei Bonaparte non finiscono qui. Già il solito brigadiere Chiorri aveva rapportato che la sera del 1 corr. (novembre 1834) Pietro Bonaparte girava per il paese con due pistole a Ila mano, gridando: voglio ammazzare questi carabinieri che non rispettano i miei guardiani .s) Ed il Delegato apostolico nel succitato rapporto faceva conoscere che il Priore comunale di Canino domandò il permesso per la così detta cacciarella degli animali' nocivi, rimettendo la nota di tutte le persone che dovevano eseguirla. Fu risposto che si sarebbe accordato il permesso a coudizione che tutti i cacciatori si fossero mu­niti della licenza prescritta dai vigenti regolamenti. A. queste dichiara' zioni nulla si è replicato e la caccia si è fatta e si fa sotto la direzione del ripetuto Bonaparte, nella quale sono ammessi anche i contumaci. Si sa che hanuo ucciso il lupo e domandano il premio. Ma io ho disposto che per la commessa contravvenzione non sia loro da quel comune accordato. Troppo poco, mentre difronte a disordini così gravi la forza non agiva..,.
i) Rapporto allegato a detto processo contro P. Bonaparte, p. 156.
2) Rapporto 7 novembre 1884 allegato ivi, p. 154. In detto rapporto sono annotati a margine i nominativi di tatti i contumaci, di cui si chiede l'arresto, tra cai si notano diversi uccisori o feritori di carabinieri pontifici.