Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE DI CANINO PIETRO NAPOLEONE ; GREGORIO XVI
anno <1940>   pagina <481>
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Pietro Napoleone Bonaparte e Gregorio XVI 4-81
rapportava lamentosamente. Ed il rapporto continuava: Il Governa­tore (di Toscanella) che si trova in relazione con la Principessa di Canino si lusinga di far cessare gli inconvenienti {sic) e di riuscire per la cattura dei rei. I carabinieri, d'altronde, domandano mezzi di spionaggio per pagare i confidenti.... tantopiù che il Luigi Gavazzi millanta di uccidere quel brigadiere .l)
Finalmente Roma si mosse. Con lettera 2 dicembre 1834 il Segre­tario per gli Affari di Stato Interni (il cardinal Gamberini) si dirigeva a Monsignor Governatore, Direttore della Polizia, facendo conoscere: gli inconvenienti (sic) accaduti di recente a Canino ed il consiglio dato per l'allontanamento da colà del giovane Don Pietro Bonaparte, come quello che, dichiaratosi a favore di una fazione, ne fermenta il livore,. facendo perciò temere seri inconvenienti non senza dubbio di una poli­tica combinazione ; e seguitava facendo presente che, benché dall'in­sieme dei riscontri resti escluso ogni dubbio di politico raggiro, pure il sottoscritto ha trovato conveniente di partecipare il dettaglio aU'Em.mo Beraetti (il Segretario di Stato), tanto perchè conosca i sospetti insorti in questo affare, quanto per la Persona che tiene viva l'animosità fra molti di quegli abitanti e perchè, infine, possano combinarsi le oppor­tune disposizioni per prevenire qualsiasi ulteriore disordine.2)
Del dissidio tra i Bonaparte e la famiglia Valentini nulla più si rileva dagli ulteriori rapporti che seguono; si ritiene che, data la ben nota amicizia sempre corsa tra le due più cospicue famiglie del paese, il dissidio stesso fosse ben presto superato, tanto più che, d'ora innanzi* l'Arma rappresenterà Vincenzo Valentini alleato di Don Pietro nelle ulteriori azioni segnalate.3)
Ma tali azioni proseguono, indisturbate dalla pubblica forza, e si fanno sempre più gravi.
0 Vedi rapporto citato alla nota 1 della pagina precedente. È da notare che là pubblica forza teneva molto al doppio soldo ed ai premi, contro il malandrinaggio , così da favorirlo spesso, piuttosto che combatterlo (cr. tra gli altri, MONSIGNOR SARDI., Vita del B. Gaspare del Bufalai E. VERCESX, op. cit., p. 66).
2) Rapporto allegato ai detti atti .di processo contro F. Bonaparte, p. 155.
3) XI dissidio tra le due famiglie non risulta nò dalle memorie di Don Pietro-né dalle altre pubblicazioni da noi citate. Don Pietro, anzi, nelle sue dette Memorie (p. 40) chiama il Valentini un des mes meUlcurs amis. Anche DIEGO ANGELI, op. ci/., p. 181 chiama il Valentini<c amico di Pietro. Com'è noto, Vincenzo Valentini accompagnava Don Pietro nel momento in cui accadde il fatto di Canino (3 maggio 1836) ed anzi nella zuffa con i carabinieri rimase anche egli ferito. Sposò, in appresso, la sorella di Don Pietro, Maria Bonaparte, poetessa di un certo grido; rese segnalati servigi alla causa italiana; rappresentò Canino nel 1849 alla Costituente Romana e fu Ministro' delle Finanze. Si uccise nel 1858 alla Porreita inalade dans une